La Corte di giustizia Ue dovrà sciogliere alcuni nodi interpretativi sul regolamento 1346/2000 sulle procedure d’insolvenza. La Corte di cassazione belga (causa C-112/10) ha chiesto ai giudici di Lussemburgo di chiarire se la nozione di “condizioni previste” di cui all’articolo 3, n. 4 del regolamento “si riferisca anche ai requisiti vertenti sulla qualità di una persona o sull’interesse di una persona  – come il pubblico ministero di un altro Stato membro – a richiedere una procedura di insolvenza” o se le condizioni si riferiscano solo “ai requisiti sostanziali per poter essere assoggettati alla procedura”. La Corte Ue si dovrà pronunciare anche sulla nozione di creditore.

Scritto in: Unione europea | in data: 30 maggio 2010 |
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Si terrà il 30 giugno, dinanzi alla Grande Camera, la prima udienza sul riesame della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 3 novembre 2009 sul crocifisso nelle aule scolastiche (ricorso Lautsi contro Italia , n. 30814/06). Dieci Stati hanno già chiesto di intervenire nel procedimento. Al link indicato il testo del ricorso del Governo italiano alla Grande camera http://www.governo.it/Presidenza/CONTENZIOSO/contenzioso_europeo/grande_camera/Memoria%20Rappresentanza%20Lautsi%20Grande%20Camera.pdf  ricorso lautsi traduzione

Scritto in: CEDU | in data: 30 maggio 2010 |
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Entra nel vivo il dibattito sulla proposta di regolamento del 14 ottobre 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo (COM 2009 (154) def.). Anche  l’House of Lords inglese, European Committee (successioni), malgrado il Regno Unito non prenda parte ai negoziati, ha concluso uno studio sulla proposta sottolineando diversi elementi negativi. Primo tra tutti la scelta di utilizzare nelle successioni transnazionali la legge della residenza abituale del de cuius al tempo della morte, senza che fornire ulteriori chiarimenti sulle nozioni utilizzate. A non convicere l’House of Lords è anche la tutela dei legittimari che potrebbe intaccare le donazioni fatte in vita dal de cuius.

Scritto in: Unione europea | in data: 29 maggio 2010 |
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Il Relatore speciale sulla promozione e sulla protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella lotta al terrorismo, Martin Scheinin, ha divulgato, il 5 maggio 2010, nel corso della 14esima sessione del Consiglio dei diritti umani,  una guida sulle buone prassi necessarie a garantire il rispetto dei diritti umani anche nelle attività di intelligence nella lotta al terrorismo (A.HRC.14.46).
La guida è il risultato di una consultazione di Governi ed esperti ed è basata su qunato stabilito in trattati internazionali, in risoluzioni di organizzazioni internazionali e sulla giurisprudenza interna. Nel rapporto sono individuati 35 elementi di buone prassi e sono state affrontate le questioni della responsabilità statale e individuale durante le operazioni di intelligence.

Scritto in: ONU | in data: 29 maggio 2010 |
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L’Italia si prepara a dare attuazione al principio di sussidiarietà secondo il Trattato di Lisbona. Nel disegno di legge sulla comunitaria 2009 (n. 1781) sono state inserite le regole per garantirne il funzionamento: entro tre settimane dall’esame dei progetti di atti legislativi dell’Unione europea, il Governo, tramite il Ministro per le politiche europee, dovrà fornire “un’adeguata informazione sui contenuti e sui lavori preparatori relativi alle singole proposte, nonché sugli orientamenti che lo stesso Governo ha assunto o intende assumere in merito”. L’informazione verterà 1) sulla valutazione complessiva del progetto  “con l’evidenziazione dei punti ritenuti conformi all’interesse nazionale e dei punti per i quali si ritengano necessarie o opportune modifiche”; 2) sull’impatto sull’ordinamento interno; e conterrà 3) una tavola di concordanza tra la proposta dell’Unione europea e le norme interne.

Scritto in: Unione europea | in data: 29 maggio 2010 |
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La Corte di cassazione dà il via libera alla revoca del giudicato interno a seguito di una sentenza di condanna all’Italia arrivata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Le Sezioni unite, con sentenza  depositata il 28 aprile 2010 (n. 16507), hanno annullato la pronuncia della Corte d’appello che aveva disposto la pena dell’ergastolo, rideterminando la pena in trenta anni di carcere, oltre a revocare la pronuncia della stessa Cassazione che aveva reso definitivo quanto disposto dei giudici d’appello. Questa conclusione è stata dovuta alla necessità di applicare la pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo relativa al caso Scoppola del 17 settembre 2009, con la quale la Corte aveva accertato la violazione dell’articolo 7 della Convenzione (nulla poena sine lege) e aveva richiesto allo Stato italiano di sostituire la pene della reclusione all’ergastolo con trent’anni di carcere.

La Corte di cassazione, pur riconoscendo l’assenza di strumenti normativi idonei a dare immediata esecuzione alle pronunce di Strasburgo contrarie a pronunce sentenze interne passate in giudicato, ha disposto l’ineseguibilità del giudicato per fatto nuovo costituito dalla pronuncia della Cedu (caso scoppola).

Scritto in: CEDU | in data: 29 maggio 2010 |
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La vicenda dell’incendio del Teatro Petruzzelli di Bari potrebbe arrivare a Strasburgo (ricorso n. 49199/06, Maria Messeni Mesagna e altre contro Italia, petruzzelli). Alcune proprietarie del teatro hanno presentato un ricorso alla Corte europea ritenendo che lo Stato ha violato l’articolo 1 del protocollo n. 1 sul diritto di proprietà, gli articoli articolo 17 (divieto di abuso del diritto) e 18 (limiti all’applicazione delle restrizioni ai diritti) della Convenzione. Per le ricorrenti, l’espropriazione legislativa disposta con decreto legge n. 262 poi convertito con legge n. 286 del 24 novembre 2006, è contraria al principio di legalità e di sicurezza giuridica, con riferimento a una parte dell’immobile non destinata alle attività teatrali, al diritto di utilizzo del nome “Petruzzelli” e ai contributi pubblici per la ricostruzione dell’immobile. Le ricorrenti rivendicano altresì il carattere sproporzionato della misura e l’insufficienza dell’indennizzo. Il ricorso è stato comunicato il 22 aprile al Governo italiano che adesso dovrà fornire le proprie osservazioni alla Corte, la quale si pronuncerà sulla ricevibilità del ricorso.

Scritto in: CEDU | in data: 29 maggio 2010 |
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Aumentano le procedure d’insolvenza transfrontaliere all’interno dell’Unione europea. Per garantire la corretta applicazione del regolamento 1346/2000/Ce del 29 maggio 2000 sulle procedure d’insolvenza, in vigore dal 31 maggio 2002, il Consiglio nazionale forense, quello dei commercialisti e il Conseil National des administrateurs judiciaries e des mandataires judiciaries hanno firmato un protocollo contenente una Guida operativa per i curatori delle procedure principali e secondarie di insolvenza per fornire le “modalità pratiche di trattamento del passivo e dell’attivo del debitore nelle procedure di insolvenza aperte in concomitanza in diversi Paesi Ue” ( vademecum).

Per maggiori dettagli si veda il sito del Consiglio nazionale forense http://www.consiglionazionaleforense.it

Scritto in: Unione europea | in data: 29 maggio 2010 |
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La proposta della Commissione europea sulla legge applicabile al divorzio guadagna consensi. Germania, Belgio e Lettonia hanno deciso di aggiungersi ai nove Stati membriche avevano già avviato, per la prima volta nel settore della cooperazione giudiziaria civile, la cooperazione rafforzata (si tratta di Austria, Bulgaria, Francia, Italia, Lussemburgo, Romania,Slovenia, Spagna e Ungheria) perarrivare all’adozione del regolamento.

La proposta della Commissione sull’adozione di un regolamento sulla legge applicabile al divorzio e alla separazione personale presentata il 17 luglio 2006 (COM(2006) 399) aveva suscitato molte obiezioni da parte degli Stati. Di qui la scelta di andare avanti con la cooperazione rafforzata (si veda la proposta di decisione del Consiglio che autorizza la cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale (COM (2010) 105 def., 24 marzo 2010, COM2010_0104_IT).

Martedì 1° giugno entra in vigore il Protocollo n. 14 alla Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, tre mesi dopo l’ultima ratifica arrivata dalla Russia. L’Italia ha già ratificato il Protocollo con legge n. 280 del 15 dicembre 2005. Con le nuove regole, il cui impatto è ancora tutto da verificare, necessarie ad arginare il carico di lavoro della Corte europea, vitima del suo successo -come dimostrano i dati sul funzionamento della Corte che, nel 2009 (dal 1° gennaio al 30 novembre), ha attribuito a una Camera ben 52.2000 i ricorsi, con un più 13% rispetto al 2008 –  Strasburgo potrà dichiarare irricevibile la domanda se il ricorrente “non ha subito alcun pregiudizio importante”. Una condizione non chiarita nel Protocollo, che attribuisce ai giudici internazionali un ampio margine di discrezionalità nella valutazione di tale condizione. Per snellire il lavoro e ridurre i tempi processuali, il Protocollo affida nuovi compiti alla nuova figura del giudice unico, che sostituisce il comitato di tre giudici nei ricorsi palesemente inammissibili. Modifiche anche sul sistema di esecuzione delle sentenze: il Comitato dei ministri, infatti, potrà avviare un’azione giudiziaria contro il Paese inadempiente, che non esegue le pronunce della Corte. Con il rischio di una nuova condanna pronunciata dai giudici internazionali.

Scritto in: CEDU | in data: 29 maggio 2010 |
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