Nei casi di maternità surrogata la Spagna garantisce l’interesse superiore del minore

La Spagna fa un passo avanti per garantire l’interesse superiore dei minori nei casi di maternità surrogata. Il 5 ottobre, la Dirección General de los Registros y del Notariado ha divulgato le istruzioni per la registrazione di figli nati a seguito di maternità surrogata stabilendo le modalità per il riconoscimento di decisioni straniere che riconoscono il rapporto di filiazione con i genitori legali (maggiori approfondimenti e il testo delle istruzioni sono disponibili nel sito http://conflictuslegum.blogspot.com/ curato da Federico Garau che ringrazio molto per la segnalazione). Le istruzioni distinguono tra i casi in cui sorge un contenzioso e le ipotesi in cui sussiste un accordo tra le parti interessate, individuando i controlli di competenza degli ufficiali del registro di stato civile.

In Italia, malgrado una lacuna normativa, la Corte di appello di Bari, nella prima sentenza sul riconoscimento dello status di figlio acquisito a seguito di maternità surrogata senza compenso, depositata il 25 febbraio 2009 (definitiva), ha stabilito che i provvedimenti di un’autorità straniera che attribuiscono la maternità alla madre committente devono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano. In particolare, secondo la decisione della Corte d’appello, un parental order adottato in Inghilterra, che riconosce come madre quella legale piuttosto che quella biologica a seguito di un accordo di maternità surrogata, deve essere trascritto in quanto non contrario all’ordine pubblico internazionale. La sentenza, con un mio commento, è stata pubblicata su Famiglia e minori n. 5/2009, p. 50 ss. (commento maternità surrogata).

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