Il Commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg ha reso noto uno studio sulla situazione dei rom in Europa (http://www.coe.int/t/commissioner/source/prems/prems79611_GBR_CouvHumanRightsOfRoma_WEB.pdf). 

Ne viene fuori un quadro in cui sono ancora negati i diritti fondamentali ai rom, anche in Italia, dove, soprattutto dal 2006, il razzismo e i messaggi d’odio verso le minoranze hanno trovato ampio spazio nei discorsi dei politici. D’altra parte, anche il Comitato Onu sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale aveva evidenziato la presenza di forme di razzismo in Italia e la negazione dei diritti umani delle minoranze etniche, così come risultava dal rapporto del Consiglio d’Europa del 7 settembre 2011 (si veda il post dell’8 settembre 2011). Si spiegano, in questo contesto, le bocciature, anche da organi di giustizia internazionale, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo alla Corte di giustizia dell’Unione europea, dei recenti interventi in materia di immigrazione sul piano legislativo e applicativo.

L’immagine tratta dal Consiglio d’Europa: Photo Sandro Weltin/ © Council of Europe Roma camp, Casilino 900, Italy

Scritto in: Consiglio d'europa, razzismo | in data: 1 marzo 2012 |
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Discorsi pubblici a sfondo razzista. Materiale elettorale che crea allarme sulla presenza dei rom. Mancanza di politiche di inclusione sociale. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg lo mette nero su bianco nel rapporto divulgato il 7 settembre con il quale fa il punto sulla visita in Italia del 26-27 maggio 2011 per verificare la situazione dei rom e dei richiedenti asilo nel Paese (https://wcd.coe.int/wcd/ViewDoc.jsp?id=1826921). Prima di tutto – osserva Hammarberg – le misure coercitive come allontanamenti forzati e smantellamento dei campi nomadi vanno sostituite da azioni  che puntano all’inclusione sociale. Grande preoccupazione, poi, per i discorsi pubblici a sfondo razzista e xenofobo pronunciati da uomini politici e per le scarse misure di reazione nel punire gli atti di violenza basati sulla discriminazione razziale. L’Italia, poi, non risolve la situazione di almeno 15mila apolidi che sono nati da rom in Italia senza poter avere la cittadinanza italiana. Per quanto riguarda le misure di asilo, sono da migliorare i sistemi di accoglienza e vanno tagliati i tempi per l’accertamento dello status dei richiedenti.

Scritto in: Consiglio d'europa, diritto di asilo | in data: 8 settembre 2011 |
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Il Consiglio d’Europa ha approvato l’8 dicembre 2010 la Convenzione sulla lotta alla contraffazione dei prodotti medicali e su reati analoghi che minacciano la salute pubblica (medicinali), con l’obiettivo di arginare un fenomeno in costante crescita. Si tratta di una Convenzione che punta ad evitare  la diffusione di medicine e dispositivi medici contraffatti colpendo la produzione, il traffico e la falsificazione dei documenti. La Convenzione, oltre a norme di diritto penale sostanziale, inserisce regole sulla giurisdizione e sulle sanzioni, seppure lasciando, in quest’ambito, libertà nella determinazione agli Stati che però dovranno prevedere, nei propri ordinamenti, la responsabilità delle persone giuridiche. Per l’entrata in vigore necessaria la ratifica di 5 Stati di cui almeno 3 membri del Consiglio d’Europa.

Scritto in: Consiglio d'europa | in data: 11 dicembre 2010 |
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Assegnazione dei casi secondo criteri predefiniti e necessità di garantire l’indipendenza esterna e interna della magistratura. Anche il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa scende in campo per rafforzare la tutela della magistratura in tutta Europa. Dopo l’adozione della Magna Carta (v. il post del 28 novembre), il Comitato dei Ministri ha adottato, il 17 novembre 2010, la raccomandazione sull’indipendenza, l’efficienza e le responsabilità dei giudici (CMRec(2010)12E) con la quale oltre a individuare doveri e responsabilità dei magistrati, chiede agli Stati di punire ogni individuo che cerca di influenzare i giudici in maniera impropria. Per non compromettere, poi, la credibilità del sistema giudiziario dinanzi all’opinione pubblica, il Comitato ritiene che il potere legislativo ed esecutivo debba astenersi, nel commentare le sentenze, da critiche che possano minare l’indipendenza e la fiducia della collettivà nel sistema giudiziario. Necessario, poi, garantire che i procedimenti non siano sottratti al giudice naturale se non in base a criteri predeterminati, stabiliti dalla legge e con modalità trasparenti.

Scritto in: Consiglio d'europa, giustizia | in data: 28 novembre 2010 |
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Prima di tutto indipendenza e imparzialità per garantire un corretto funzionamento della giustizia e dare risposte certe ai cittadini. Lo chiede il Comitato consultivo dei giudici europei che, il 17 novembre, ha adottato la Magna Carta dei giudici (magna carta) nella quale sono stati fissati i principi fondamentali per assicurare l’indipendenza della magistratura rispetto agli altri poteri dello Stato. Nell’ambito del principio fondamentale di uguaglianza tra accusa e difesa, la Carta ribadisce l’importanza dell’indipendenza dei procuratori in linea con la rule of law. Per garantire tale indipendenza, il Comitato ha chiesto agli Stati di istituire, se non previsti, organi di autogoverno come il Consiglio superiore della magistratura, composto o esclusivamente da giudici o da una maggioranza sostanziale di giudici eletti da colleghi. I giudici, poi, dovrebbero adottare regole deontologiche distinte da quelle disciplinari. Sul fronte della responsabilità, la Carta chiede che non sia prevista una responsabilità penale dei giudici nei casi di errori non intenzionali nell’esercizio delle proprie funzioni.

Scritto in: Consiglio d'europa | in data: 28 novembre 2010 |
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Restrizioni alla libertà personale per i minori di 18 anni limitate solo ai casi di assoluta necessità per tutelare la sicurezza della società. Utilizzo della mediazione, separazione dagli adulti in caso di reclusione, necessità di non interrompere i legami con la famiglia. Sono le linee guida tracciate in due recenti atti adottati nell’ambito del Consiglio d’Europa. Si tratta della Dichiarazione di Yeravan adottata il 20 ottobre (giustizia minorile) dal Consiglio consultivo dei procuratori europei relativa all’attività dei procuratori nel contesto della giustizia minorile, nella quale il Consiglio ha messo in evidenza taluni principi da applicare in questo settore, chiedendo agli Stati di predisporre una normativa che limiti il numero degli interrogatori delle vittime minorenni e di assicurare una riabilitazione sia degli autori di reati che hanno meno di 18 anni, sia delle vittime.

Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, inoltre, il 17 novembre ha adottato le nuove linee guida sulla giustizia a favore dei minori nel settore penale, civile e amministrativo (2010cm147add2final). Una guida per i Governi degli Stati membri adottata anche a seguito di un’indagine condotta su 3.700 bambini in 25 Paesi che punta a garantire la dignità dei bambini, assicurare la presunzione d’innocenza nei casi che coinvolgono minorenni e la protezione della vita privata. Indispensabile, poi, un approccio multidisciplinare nell’interesse superiore del minore e garantire processi celeri.

Scritto in: Consiglio d'europa, diritti dei bambini | in data: 28 novembre 2010 |
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E’ entrata in vigore, il 1° luglio, la Convenzione del Consiglio d’Europa del 25 ottobre 2007 per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali. La Convenzione si occupa di contrastare la violenza sui bambini anche in ambito familiare, del cosiddetto grooming e del turismo sessuale. Hanno ratificato la Convenzione Albania, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi e San Marino. Mancano tutti gli altri, inclusa l’Italia che ha solo firmato il testo http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=201&CM=8&DF=02/07/2010&CL=ENG

Scritto in: Consiglio d'europa, diritti dei bambini | in data: 2 luglio 2010 |
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