Il Presidente del Sudan Omar al-Bashir è stato colpito da un secondo mandato di arresto internazionale, questa volta per genocidio. La Pre-Trial Chamber ha adottato una decisione, il 12 luglio 2010 (doc907142), con la quale la Camera ha affermato che ci sono ragionevoli motivi per credere che al-Bashir sia responsabile di 3 casi di genocidio che hanno riguardato 3 diversi gruppi etnici. Un primo mandato di arresto era stato emesso, per la prima volta nei confronti di un capo di Stato in carica, nel marzo 2009, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Scritto in: Corte penale internazionale | in data: 13 luglio 2010 |
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La Corte penale internazionale  ha di nuovo disposto la sospensione del processo nei confronti di Thomas Lubanga Dyilo, accusato di crimini di guerra  anche per aver arruolato bambini soldato tra le Forze patriottiche per la liberazione del Congo doc906146.
L’8 luglio la Camera ha ordinato la sospensione del procedimento perché il Procuratore non ha eseguito le ordinanze della Corte minando l’equità del processo. Questo perchè la Camera aveva ordinato alla Procura di divulgare in modo confidenziale alla difesa alcune informazioni, ma l’ufficio dell’accusa non ha dato seguito alla richiesta. E’ la seconda volta che succede. Già il 16 giugno 2008 la Camera aveva disposto, per motivi analoghi, la sospensione del processo a Lubanga. Il nuovo stop fornirà nuovi argomenti ai detrattori della Corte penale internazionale, oltre ad allontanare i tempi della conclusione del processo.


Scritto in: Corte penale internazionale | in data: 10 luglio 2010 |
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La Conferenza di revisione sullo Statuto della Corte penale internazionale chiude i battenti, a Kampala (Uganda), con una risoluzione sulla definizione della nozione di aggressione e sulle condizioni in base alla quali la Corte potrà esercitare la propria giurisdizione (http://www.icc-cpi.int/NR/exeres/CF95BB41-B15A-45DA-B8CF-33E873E73829.htm).
Spetta sempre al Consiglio di sicurezza stabilire se un atto può essere qualificato come aggressione con riguardo sia a Stati parti sia a Stati che non hanno ratificato il Trattato di Roma. Tuttavia, durante i lavori della Conferenza, è stato deciso che il procuratore in assenza di una determinazione del Consiglio potrà iniziare indagini di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato parte, previa autorizzazione della pre-trial division. In questo caso, la Corte non ha giurisdizione se l’atto è stato compituto sul territorio di uno Stato non parte. Il Consiglio di sicurezza però mantiene il potere di bloccare le indagini.

In pratica, però, tutto è rimandato al 1° gennaio 2017: entro questa data gli Stati dovranno adottare una decisione su quest’emendamento.

Scritto in: Corte penale internazionale, Diritto internazionale penale | in data: 13 giugno 2010 |
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La cooperazione degli Stati nei confronti della Corte penale internazionale va rafforzata per garantirne l’effettiva operatività e il pieno rispetto del principio di complementarietà. E’ quanto emerso dai primi incontri durante la Conferenza sulla revisione dello Statuto della Corte penale internazionale che è in svolgimento in Uganda fino all’11 giugno. In questa direzione, è stata adottata la Dichiarazione di Kampala (http://www.icc-cpi.int/NR/exeres/6846974A-AF7F-46FC-A99A-C74FD9EF1785.htm). Intanto la Corte ha incassato la disponibilità di alcuni Stati europei per l’esecuzione delle sentenze che dispongono pene privative della libertà personale. Belgio, Danimarca e Finlandia hanno infatti firmato un accordo con la Corte per l’esecuzione delle sentenze (http://www.icc-cpi.int/menus/icc/press%20and%20media/press%20releases/pr533). L’Italia ha dichiarato di voler completare l’adeguamento dell’ordinamento italiano allo Statuto della Corte e di voler istituuire un ufficio di collegamento tra il ministero della giustizia e la Corte (http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_6_9.wp?previsiousPage=mg_6_9&contentId=NOL166637).  Forse  la volta buona per mettere mano al progetto di legge sull’adeguamento alle norme della Corte penale internazionale che giace alla Camera  (http://nuovo.camera.it/126?pdl=1782&tab=4&leg=16)

Scritto in: Corte penale internazionale | in data: 4 giugno 2010 |
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