È il primo trattato internazionale dedicato alla coproduzione di opere audiovisive sotto forma di serie. Lo ha adottato il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 26 novembre, con l’approvazione della “Convenzione sulla coproduzione di opere audiovisive sotto forma di serie” (CM(2025)18-add1final), che si propone di rafforzare la cooperazione culturale e le produzioni indipendenti in un settore in cui l’offerta mondiale vede il dominio delle serie su piattaforma e, soprattutto, i rischi per il pluralismo dovuti al predominio degli algoritmi nelle segnalazioni delle opere, nonché pericoli legati all’abuso di posizioni dominanti e per la proprietà intellettuale. In passato – scrive il Consiglio d’Europa – le norme sulla coproduzione erano applicabili solo nell’ambito cinematografico e, così, la Convenzione va a colmare un vuoto. Obiettivo principale è la semplificazione delle procedure amministrative per le produzioni indipendenti di diversi Stati, “consentendo una partecipazione equa ai diritti di proprietà e ai ricavi”. L’articolo 2 del Trattato delimita l’ambito di applicazione alle coproduzioni bilaterali o multilaterali: nel primo caso, è necessario che la coproduzione riguardi almeno due produttori stabiliti in due diversi Stati parte alla Convenzione e che coinvolga almeno uno o più coproduttori; nel secondo caso, è richiesto il coinvolgimento di tre o più coproduttori indipendenti stabiliti in diversi Stati parte alla Convenzione e il coinvolgimento di uno o più coproduttori.
La Convenzione, inoltre, promuove la combinazione di lingue, punti di vista e tradizioni narrative, facilitando la diffusione delle serie e considera i fornitori di servizi dei media pubblici e privati come essenziali per la creazione e la diffusione delle serie. Nella Convenzione si rafforza la qualificazione delle serie come beni pubblici “che favoriscono la vitalità linguistica, il pluralismo e la partecipazione democratica”.
La Convenzione sarà aperta alla firma a gennaio 2026 e, per l’entrata in vigore, è richiesta la ratifica da parte di tre Paesi. Qui il rapporto esplicativo
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