Troppo diffusa, malgrado gli strumenti messi in campo dall’Unione europea, la discriminazione razziale e, così, la Commissione europea prova ad arginare i fenomeni discriminatori con una nuova Strategia contro il razzismo, presentata il 20 gennaio 2026, applicabile nel periodo 2026 – 2030 (COM(2026)12, Strategia contro il razzismo). In quest’arco temporale, Bruxelles punta a modificare la direttiva 2000/43/CE che attua il principio della parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica, anche con l’introduzione di nuove sanzioni e a combattere l’incitamento all’odio nell’Unione europea. Nella Strategia trova spazio la promozione dell’inclusione nell’istruzione, nell’occupazione, nell’assistenza sanitaria e nell’esercizio del diritto all’abitazione, per migliorare la situazione abitativa che affligge i gruppi più vulnerabili. Non è solo una questione di valori perché la Commissione europea sottolinea che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha stimato che il costo della discriminazione razziale o etnica porta a una perdita, ogni anno, di 12,7 miliardi di euro del prodotto interno lordo (qui il rapporto 2025, 29c2c36a-en).
La Commissione, nella prima parte, individua le misure strutturali necessarie per combattere il razzismo e favorire l’inclusione. Centrale, per Bruxelles, la memoria dei fatti storici come l’Olocausto e la commemorazione di determinate giornate come parte di un progetto educativo. Nel 2027 è prevista la pubblicazione di una nuova indagine statistica sulla discriminazione con particolare riguardo ai migranti. Inoltre, la Commissione considera necessari interventi nell’ambito dei sistemi di intelligenza artificiale soprattutto per evitare l’utilizzo di algoritmi discriminatori.
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