Almasri: la Corte europea dei diritti dell’uomo comunica al Governo i ricorsi delle vittime

Arriva a Strasburgo il caso di Osama Almasri Njeem, generale libico e capo della polizia giudiziaria, arrestato a Torino e poi scarcerato con ordinanza del 21 gennaio 2025 della Corte di appello di Roma (sezione IV penale, proc. n. 11/2025) e riconsegnato alle autorità libiche malgrado le accuse di crimini e la richiesta di arresto arrivata dalla Corte penale internazionale (qui il comunicato sui ricorsi contro l’Italia (Notification to Italian Government of two cases brought by alleged victims of former Libyan chief of police-2). Si tratta del primo caso in cui la Corte europea è chiamata ad accertare l’esistenza di obblighi di cooperazione degli Stati membri con la Corte penale internazionale, secondo gli articoli 2, 3 e 4. A rivolgersi a Strasburgo sono stati una donna della Costa d’Avorio e un uomo del Sudan che accusano l’uomo di tortura (ricorsi n. 13270, Y c. Italia (Y v. ITALY), e ricorso 7051/26, Z c. Italia, (Z v. ITALY ) e contestano all’Italia di non aver proceduto all’arresto del generale libico emesso dalla Pre-Trial Chamber della Corte penale internazionale il 17 gennaio 2025. Proprio alMasri controllava il centro di Al-Jadida e la base militare di Mitiga, luoghi in cui i ricorrenti erano stati torturati, prima di riuscire a fuggire.  Esaminati i ricorsi, la Corte europea ritiene di andare avanti e ha comunicato il ricorso al Governo italiano affinché possa presentare le osservazioni sul caso e, in particolare, sulle contestazioni riguardanti la violazione degli obblighi procedurali di cooperazione derivanti dall’articolo 2 della Convenzione che assicura il diritto alla vita e dell’articolo 3 che vieta i trattamenti inumani o degradanti. Il Presidente della Sezione ha deciso di trattare il ricorso in via prioritaria come previsto dall’articolo 41 del regolamento.  Il ricorrente del caso Y. c. Italia è stato rappresentato pro bono da un team legale composto dall’Avv. Prof. Andrea Saccucci e dalla dott.ssa Alice Quaranta, dello Studio Saccucci & Partners, e dalla Prof.ssa Chantal Meloni dell’Università degli Studi di Milano.

Si vedano anche i post  https://www.marinacastellaneta.it/blog/caso-almasri-litalia-deferita-allassemblea-degli-stati-parte.html https://www.marinacastellaneta.it/blog/no-allintervento-di-una-vittima-di-almasri-nel-procedimento-di-legittimita-costituzionale-sulle-norme-relative-allo-statuto-della-corte-penale-internazionale.html

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