Le attività virtuali sono sempre più diffuse nel contesto economico e monetario e, non di rado, sono utilizzate per favorire il riciclaggio. Per fare il punto sull’utilizzo di queste attività nel riciclaggio di beni di origine criminale, nel finanziamento del terrorismo e nell’elusione delle sanzioni, il MONEYVAL, l’organismo del Consiglio d’Europa contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, ha pubblicato, il 10 febbraio, un rapporto intitolato “Practice of Using Virtual Assets, Virtual Asset Service Providers in the Laudering of Criminal Property, Financing of Terrorism and the Evasion of Sanctions”, che aggiorna la prima analisi condotta nel 2023 (Moneyval).
Individuati i rischi specifici sulla base delle informazioni fornite da 25 Stati parti al sistema, MONEYVAL ha presentato un’analisi orizzontale “delle misure volte a regolamentare e a supervisionare il settore dei fornitori di servizi di attività virtuali per combattere la criminalità finanziarie”. La tecnologia legata alle cripto-attività è sempre più diffusa ed è di frequente usata per aggirare le sanzioni finanziarie. Migliorano, però, gli strumenti internazionali e nazionali per rafforzare la cooperazione internazionale in materia di lotta contro la criminalità finanziaria. Tra gli sviluppi più recenti, il rafforzamento relativo alla registrazione e alle autorizzazioni dei fornitori di servizi di attività virtuali e l’istituzione, da parte di numerosi Stati, di autorità di supervisione, mentre rimane ancora non adeguata l’attività di repressione degli operatori non autorizzati.
Tra i rischi emergenti individuati nel rapporto, MONEYVAL ha evidenziato l’utilizzo improprio delle attività virtuali per l’evasione delle sanzioni, la frode, il finanziamento della proliferazione e lo sfruttamento minorile. Resta critica la raccolta dei dati e la loro trasmissione transfrontaliera. Sul piano sanzionatorio, l’organismo del Consiglio d’Europa ha richiesto misure per integrare le sanzioni finanziarie mirate e per migliorare la qualità delle segnalazioni di attività sospette da parte dei fornitori dei servizi di attività virtuali.
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