Una vittoria parziale ottenuta anche grazie al diritto internazionale e al diritto Ue. Il Tribunale di Parigi, con sentenza n. RG 22/03403 del 25 giugno (tribunale parigi clima) ha in parte accolto il ricorso di alcune associazioni ambientaliste che contestavano a TotalEnergies SE il mancato rispetto dell’obbligo di vigilanza in materia di cambiamenti climatici. A rivolgersi ai giudici francesi sono state alcune associazioni ambientaliste, con un’azione avviata nel 2020 – e che ha visto diversi interventi giurisdizionali di carattere procedurale-, che contestavano al colosso dell’energia il pieno rispetto dei piani di vigilanza delle società madre richiesti dalla legge n. 2017-399 del 27 marzo 2017. La società aveva respinto le accuse precisando di aver adempiuto agli obblighi anche presentando la dichiarazione non finanziaria e che comunque i cambiamenti climatici costituivano un rischio globale e multifattoriale che non era interessato dalla legge sul dovere di vigilanza.
Il Tribunale di Parigi, con la sentenza del 25 giugno, ha riconosciuto che il piano di vigilanza era insufficiente perché non erano riportati i dati sulle emissioni di gas a effetto serra generate dalla combustione dei prodotti petroliferi venduti ai clienti (“scope 3”, che riguarda le emissioni indirette incluse nella catena di valore) e ha accordato all’azienda un tempo di sei mesi per completare il piano di vigilanza che deve includere nella cartografia dei rischi le emissioni di gas a effetto serra “scope 3”. Il tribunale ha invece respinto la richiesta delle associazioni ambientaliste circa l’indicazioni di obiettivi quantitativi specifici.
Di particolare interesse è la definizione di “ambiente”. Il Tribunale di Parigi ha precisato che alla luce degli atti internazionali, della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo Verein Klimaseniprinnes Schweiz e altri contro Svizzera (ricorso n. 53600/20), del parere della Corte internazionale di giustizia e della sentenza della Corte suprema britannica nel caso Finch, essa include i cambiamenti climatici. In particolare, il Tribunale ricorda che “L’inclusion du climat dans l’environnement est soutenue par la directive européenne (UE) 2024/1760 du Parlement et du Conseil du 13 juin 2024 sur le devoir de vigilance des entreprises en matière de durabilité, dite CS3D, qui, au visa des mêmes principes directeurs de l’OCDE révisés en 2023, inclut dans le devoir de vigilance européen des obligations similaires à celles prévues par la loi nationale en comprenant une obligation de vigilance climatique”.
La nuova udienza per verificare l’adempimento degli obblighi imposti dal Tribunale di Parigi è fissata il 21 gennaio 2027.
Aggiungi un commento