Aumentano i ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo che, nel 2025, sono stati 31.800 a fronte dei 28.880 del 2024 accompagnati, però, da un numero di casi pendenti inferiore rispetto al 2024: 60.350 i casi del 2024 e 53.450 quelli pendenti nel 2025 (-11%). Una diminuzione, con riguardo alle pendenze, dovuta a una maggiore produttività che ha portato a un aumento del 5% dei casi decisi nel 2025, segno dell’efficienza della Corte che è essenziale per l’effettiva attuazione dei diritti convenzionali. Sono questi alcuni dati riportati nella relazione annuale sull’attività della Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2025 presentata il 31 gennaio 2026 (Annual report) in cui si dà atto degli effetti positivi dei cosiddetti impact cases (non prioritari, ma di importanza rilevante non solo per il ricorrente e lo Stato in causa, ma anche per il sistema convenzionale). Questa modalità di trattazione ha portato a una riduzione dei tempi di decisione da 64 a 28 mesi. Nel 2025 le sentenze depositate sono state 914 (1.102 nel 2024): il più alto numero di violazioni ha riguardato l’articolo 6 (equo processo), seguito dall’articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza) e dall’articolo 3 (divieto di tortura o di trattamenti inumani o degradanti). Ben 28.589 ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
Per quanto riguarda l’Italia, sono 2.787 i ricorsi pendenti contro lo Stato. La classifica è guidata dalla Turchia (18.464), dalla Russia (7.177), dall’Ucraina (4.004) e dalla Polonia (3.517). Poi l’Italia che ha anche accumulato 65 sentenze, in 62 delle quali è stata accertata la violazione di almeno una norma convenzionale (anche qui i casi più numerosi hanno riguardato l’articolo 6 e l’articolo 1, del Protocollo n. 1 sul diritto di proprietà).
Rilevanti anche i casi interstatali con particolare attenzione alla sentenza del 9 luglio 2025, Ucraina e Paesi Bassi contro Russia.
Nella parte finale della relazione sono indicati gli effetti delle sentenze della Corte di Strasburgo anche con riguardo alle sentenze pilota come nel caso Cannavacciuolo e altri contro Italia relativo alla Terra dei Fuochi. Alla relazione annuale è stato affiancato un rapporto sui principali casi del 2025 (overview).
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