Da un lato, novità di carattere procedurale per semplificare l’iter di ricostruzione della cittadinanza italiana iure sanguinis conseguita all’estero e, dall’altro lato, novità per la legalizzazione delle firme degli atti esteri da far valere in Italia a vantaggio delle imprese che operano all’estero. Sono gli obiettivi della legge 19 gennaio 2026 n. 11 “Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 2026 e che entrerà in vigore il 19 febbraio 2026 (cittadini all’estero).
La prima sezione è dedicata alle procedure per il riconoscimento della cittadinanza per i residenti all’estero, con una parte funzionale alle questioni sul censimento e con l’istituzione di un ufficio dirigenziale generale presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale relativo alla gestione centralizzata dei procedimenti di ricostruzione della cittadinanza iure sanguinis che sono stati finora di competenza degli uffici consolari. L’articolo 1 introduce una modifica all’articolo 10 del decreto legislativo 3 febbraio 2011 n. 71 sulla cittadinanza italiana. Per quanto riguarda la legalizzazione di firme di atti formati da autorità estere e da fare valere in Italia, s’introduce una modifica all’articolo 33, comma 2, primo periodo del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (dPR 28 dicembre 2000 n. 445). In particolare, con riguardo alle firme sugli atti indicati si richiede che la legalizzazione dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiani all’estero, avvenga “previa legalizzazione, ove occorra, ad opera delle competenti autorità locali”. La seconda parte è dedicata alle disposizioni in materia di passaporti e di validità della carta d’identità ai fini dell’espatrio e la parte terza alle disposizioni organizzative.
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