Sistemi opachi nell’ecosistema digitale: sono quelli imposti dalle big tech e dalle grandi piattaforme che, sin dalla fase della progettazione, inseguono un profitto senza freni calpestando i diritti degli utenti e l’integrità delle informazioni, senza che siano predisposti adeguati meccanismi di responsabilità. Parte da questa situazione il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa con la raccomandazione CM/Rec(2026)4 (CM_Rec(2026)4), adottata l’8 aprile, sulla sicurezza online e l’empowerment degli utenti e dei creatori di contenuti (qui il rapporto esplicativo CM(2026)12-add2final). Chiare le richieste del Comitato: maggiore trasparenza, responsabilità democratica e supervisione rafforzata delle autorità statali indipendenti. Centrale – osserva il Comitato – è il ruolo delle piattaforme che, sin dalla fase della progettazione, devono vigilare sui contenuti e utilizzare algoritmi rispettosi dei diritti umani, tenendo conto dei rischi per gli utenti e per la democrazia nel suo complesso. Ricostruito il quadro dei trattati e degli atti di soft law adottati dal Consiglio d’Europa con al centro Internet e le nuove tecnologie, inclusa la Convenzione sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e la Rule of Law, il Comitato chiede agli Stati di adeguare il quadro interno a quello internazionale tenendo conto che aumentano i rischi per la democrazia e per diritti fondamentali. Il nuovo documento ha una prima parte dedicata ai principi il cui rispetto è chiesto alle piattaforme e ai creatori di contenuti, per poi fissare principi comuni per la sicurezza online, per l’attuazione di tali regole e per la fase dell’enforcement.
Nella raccomandazione si sottolinea l’importanza di garantire la libertà di espressione online ribadendo che ciò che vale offline vale online e si richiede un intervento degli Stati per fronteggiare la disinformazione, i discorsi d’odio, le molestie e la discriminazione degli algoritmi. Si prospetta un rafforzamento nel controllo degli utenti e l’empowerment in fase di progettazione. Tra gli interventi richiesti, quelli a protezione dei minori a cui va assicurata un’adeguata protezione, con controlli prospettati in base all’età e all’interesse superiore dei minori, tenendo conto delle particolari situazioni di vulnerabilità che possono acuirsi nel mondo digitale e che richiedono interventi di mitigazione del rischio.
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