Intelligenza artificiale generativa e diritto d’autore: necessario un quadro legislativo supplementare. Il Parlamento Ue traccia la strada

L’obiettivo principale è superare le ambiguità nell’applicazione delle regole sul diritto d’autore nell’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale generativi. In questa direzione, il Parlamento europeo, il 10 marzo, ha approvato la risoluzione predisposta dalla Commissione giuridica (JURI) “Diritto d’autore e intelligenza artificiale generativa – Opportunità e sfide” che spiana la strada alla tutela del diritto d’autore nel settore creativo nei casi di utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale generativa. Con 460 voti a favore, 71 contrari e 88 astenuti (P10_TA(2026)0066, risoluzione PE copyright), il Parlamento ha dato il via libera al rapporto del relatore Alex Voss (rapporto AI copyright) funzionale a garantire certezza giuridica nella fase dell’addestramento dell’intelligenza artificiale e ai fini dell’individuazione delle licenze necessarie per l’impiego di taluni contenuti, anche per consentire un’equa remunerazione ai titolari dei diritti ed evitare che la stipula di nuovi accordi di licenza sia interpretata “come avente l’effetto di regolarizzare a posteriori usi non autorizzati di contenuti protetti dal diritto d’autore”. L’obiettivo – che è anche quello di superare in qualche modo la stasi della Commissione europea non troppo impegnata su interventi specifici se non su base volontaria – è proteggere le opere creative applicando la normativa Ue sul diritto d’autore ai sistemi di intelligenza artificiale generativa presenti sul mercato Ue, “indipendentemente dal luogo in cui sono stati addestrati”. Gli eurodeputati hanno poi chiesto alla Commissione europea di predisporre non solo un sistema di equa remunerazione per la tutela del settore creativo dell’Ue “che genera il 6,9% del prodotto interno lordo dell’Unione”, dando lavoro a 8 milioni di persone, ma anche per l’uso passato dei contenuti “che escluda l’uso di una licenza globale che permetta ai fornitori di addestrare i propri sistemi di genAI in cambio di un pagamento forfettario”. I deployers dovranno fornire un elenco dettagliato delle opere protette dal diritto d’autore utilizzate per l’addestramento, creando appositi registri. Necessaria, inoltre, per gli eurodeputati, la creazione di un nuovo mercato delle licenze per il materiale protetto da copyright, con “accordi di licenza collettiva volontaria per settore che comprendano anche creatori individuali e piccole e medie imprese”. Una protezione ad hoc dovrebbe essere predisposta per il settore dei media e della stampa per fare in modo che alle testate giornalistiche sia garantito un equo compenso, consentendo a tali testate il diritto di rifiutare l’uso dei propri contenuti per l’addestramento dei sistemi di IA.

Massima apertura, invece, per l’utilizzo dei contenuti generati interamente dall’intelligenza artificiale che non dovrebbero essere protetti dal diritto d’autore.

Qui lo studio del Parlamento europeo su copyright e diritto d’autore https://www.marinacastellaneta.it/blog/intelligenza-artificiale-e-copyright-in-uno-studio-del-parlamento-europeo.html e qui lo studio dell’House of Lords (House of Lords).

 

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