L’Europarlamento adotta una risoluzione su una definizione di stupro basata sull’assenza del consenso

Il Parlamento europeo ci riprova. Con la risoluzione approvata il 28 aprile gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa che stabilisca una definizione comune di stupro in cui sia centrale l’assenza di consenso, abbandonando così definizioni fondate sulla forza o sulla violenza (P10_TA(2026)0120, risoluzione PE). Una richiesta che arriva quando non è ancora scaduto il termine per il recepimento (fissato al 14 giugno 2027) della direttiva 2024/1385 del 14 maggio 2024 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, serie L, del 24 maggio, in cui non era stata inserita la nozione di stupro presente nella proposta della Commissione in cui si chiedeva agli Stati la criminalizzazione dello stupro in ogni caso di mancanza di consenso, superando alcune legislazioni nazionali che richiedono l’uso o la minaccia della forza. Il Parlamento, così, chiede una nuova iniziativa in cui si chiarisca che “il silenzio, la mancata resistenza, l’assenza di un ‘no’, un consenso precedente, la condotta sessuale passata o qualsiasi relazione attuale o precedente non devono essere interpretati come consenso”. Inoltre, il consenso deve essere valutato nel contesto, tenendo conto delle situazioni in cui vi siano casi di abuso di potere, intimidazioni, perdita di coscienza, intossicazione, o altre situazioni di vulnerabilità. “Solo una normativa basata sull’assenza di consenso – scrive il Parlamento europeo – può garantire l’accesso alla giustizia”. Essenziale la previsione di una formazione obbligatoria per forze dell’ordine, giudici, procuratori, avvocati, operatori sanitari e personale in prima linea. L’Unione europea dovrebbe adottare linee guida Ue sull’educazione alla sessualità e campagne di sensibilizzazione su consenso e integrità sessuale, nonché includere la violenza di genere tra i reati dell’UE.

Alcuni Stati sono già avanti perché Francia, Finlandia, Lussemburgo e Paesi Bassi hanno introdotto leggi basate sul consenso. In Italia, la proposta volta a inserire la nozione di stupro in tutti i casi in cui non vi sia un consenso libero e attuale, è stata oggi sostituita – ma è ancora in discussione – dal dissenso esplicito (si vedano i diversi atti e le diverse posizioni in questo documento del Senato Senato)

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