L’Agenzia europea per i diritti fondamentali e la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno pubblicato, il 30 giugno, una scheda informativa congiunta per fare il punto sull’evoluzione della giurisprudenza europea (aggiornata fino al 28 febbraio 2026) relativa alla libertà di religione nei luoghi di lavoro (Factsheet). Sia la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (articolo 9), sia l’articolo 10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea riconoscono in modo analogo il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione e sono stati diversi gli interventi, in particolare della Corte di Strasburgo sul diritto alla libertà di religione nei luoghi di lavoro e sui limiti compatibili con la Convenzione, anche considerando le esigenze del datore di lavoro e di principi quale quello di laicità dello Stato. Non sono mancate le pronunce della Corte Ue soprattutto sulla nozione di discriminazione diretta e indiretta, nonché sulla direttiva 2000/78/CE, sulla parità di trattamento in materia di occupazione.
Tra le diverse questioni approfondite, anche quella sulle festività religiose e l’organizzazione del lavoro, con specifico riferimento all’orario di lavoro che ha riguardato, in una sentenza “italiana”, il mancato rinvio di un’udienza in concomitanza con una festività ebraica che, ad avviso dei giudici internazionali, non ha costituito una violazione dell’articolo 9 (caso Sessa contro Italia).
Nel delineare l’equilibrio tra esigenze di svolgimento dell’attività lavorativa e libertà di religione, le corti si sono occupate della questione dell’esposizione dei simboli religiosi sui luoghi di lavoro, con rilevanti pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte di Strasburgo. Nel documento, si sottolinea che, pur essendo un diritto fondamentale, la libertà di religione non è un diritto assoluto e quindi sono ammissibili talune limitazioni per bilanciare il rispetto di altri diritti, fermo restando che ogni limitazione richiede l’esistenza di una base giuridica, il rispetto del criterio di necessità e di proporzionalità.
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