L’Italia, con legge 10 aprile 2026 n. 60 (Ratifica), ha ratificato e dato esecuzione al Protocollo relativo alla Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) n. 29 sul lavoro forzato e obbligatorio, adottato a Ginevra l’11 giugno 2014 nel corso della centotreesima sessione della Conferenza generale dell’OIL.
Il Protocollo n. 29, che ha raggiunto 64 ratifiche (con l’Italia 65), è entrato in vigore sul piano internazionale il 9 novembre 2016 (protocol-p029) e stabilisce che gli Stati parte adempiano ai nuovi obblighi per prevenire il ricorso al lavoro forzato anche al fine di contrastare la tratta degli esseri umani e assicurare la protezione delle vittime. Sono oltre 25 milioni le vittime di lavoro forzato, che vivono in condizioni di sostanziale schiavitù, senza dimenticare che diverse organizzazioni criminali traggono profitto da tale attività illecita tenendo conto che il profitto ricavato è stato quantificato in 150 miliardi di dollari l’anno.
Il testo, che innova la Convenzione del 1930, prevede misure di risarcimento per i danni materiali e fisici subiti dalle vittime. Con l’articolo 2 del Protocollo sono indicate specifiche misure come l’istruzione e l’informazione delle persone più vulnerabili, la formazione dei datori di lavoro, le azioni e i controlli per verificarne l’attuazione effettiva, la protezione dei lavoratori migranti. Previste anche misure per identificare e proteggere le vittime, consentendone il recupero e la riabilitazione, nonché l’accesso a rimedi adeguati ed efficaci di risarcimento e la previsione di indennizzi per le vittime.
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