Mercato unico dei servizi: la Corte dei conti europea mostra le criticità

L’azione della Commissione europea per eliminare gli ostacoli ai servizi transfrontalieri non è ancora completa e, dal canto loro, gli Stati membri continuano a ritardare alcuni punti centrali della direttiva sui servizi. Lo scrive la Corte dei conti europea nella relazione speciale n. 13/2026 dedicata proprio alla libera circolazione dei servizi (servizi). Questo settore rappresenta il 70% del prodotto interno lordo e dell’occupazione dell’UE, ma per quanto riguarda gli scambi esso è limitato al 20%  anche a causa di ostacoli di lunga durata che persistono. Tra gli elementi critici, le differenze dei requisiti nazionali di autorizzazione e di certificazione che si trasformano in costi. Così, preoccupa la Corte dei conti l’esistenza di normative nazionali divergenti, procedure amministrative onerose e restrizioni alla mobilità professionale. Nel documento è approfondita l’attuazione della direttiva 2006/123 (direttiva sui servizi) con un audit svolto tra il 2015 e il 2025. La Corte dei conti ha fornito suggerimenti alla Commissione, chiedendo azioni ancora più mirate nei confronti degli Stati membri che, ad esempio, si sono avvalsi in modo molto limitato del Piano per la ripresa e resilienza per riformare il settore dei servizi ed eliminare gli ostacoli normativi. Tra i suggerimenti indirizzati alla Commissione, il ricorso alle condizionalità nell’ambito del quadro finanziario pluriennale successivo al 2027 e il rafforzamento degli strumenti esistenti per agevolare i servizi transfrontalieri. Tra questi, il ricorso al servizio SOLVIT e alla task force per l’applicazione delle norme sul mercato unico (Single Market Enforcement Task Force – SMET). Nel documento è anche analizzato il rapporto Draghi per individuare altre possibilità di miglioramento ed è riportata una tabella sull’intensità degli scambi transfrontalieri di determinati sottosettori dei servizi (con riferimento a dati del 2023). Non sembrano funzionare le raccomandazioni rivolte dalla Commissione ai singoli Stati membri oggetto di visite da parte di Bruxelles perché Germania, Italia Francia e Ungheria non hanno proceduto a riforme sostanziali del settore. Tra le misure positive adottate dell’Italia, la Corte dei conti ha segnalato la riforma delle guide turistiche introdotta con legge 13 dicembre 2023 n. 190, ma resta l’inadempimento per le concessioni pubbliche per i servizi balneari, con proroghe continue contrarie al diritto Ue. 

Qui le risposte della Commissione alle osservazioni critiche della Corte dei conti europea (risposte della commissione).

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