Mercato Unico: tra rallentamenti e misure di rafforzamento

“I terribili dieci”: sono gli ostacoli principali che impediscono al mercato unico di decollare e che hanno spinto la Commissione europea a intervenire soprattutto per ridurre i troppi oneri amministrativi, in una situazione geopolitica volatile che ha portato, nel 2024, a una riduzione degli investimenti privati nell’UE che, in percentuale del PIL, sono scesi del 17,6%. È quanto risulta dalla relazione annuale 2026 sul mercato unico e la competitività, presentata il 30 gennaio (COM(2026)46, relazione mercato unico) che misura l’andamento utilizzando 29 indicatori chiave di performance KPI (Key Performance Indicators. Qui il documento di lavoro SWD(2026)30 nel quale si fa anche il punto sulle misure adottate da Stati terzi, Indicatori). L’Europa – scrive la Commissione – è leader mondiale nella ricerca e nelle competenze, ma la frammentazione del mercato e i costi troppo alti dell’energia rappresentano un freno. Se in alcuni ambiti si è verificato un peggioramento della situazione, in altri vi è stato un miglioramento. Ancora troppo lunghe e complesse le procedure per il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche “che possono impedire ai cittadini Ue di esercitare la propria professione in altri Stati membri”, creando ostacoli all’ingresso e alla mobilità del mercato del lavoro. Il tasso di decisione di riconoscimenti positivi è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi cinque anni (KP6: 77,3% nel 2022 e 82,2% nel 2023). Le procedure, poi, restano ancora cartacee mentre andrebbe accelerata la digitalizzazione completa. Per ridurre gli oneri amministrativi, intanto, la Commissione ha già proposto dieci pacchetti Omnibus e altre iniziative. Diminuita la produzione industriale con un meno 1,5% nel 2023 e un ulteriore diminuzione del 2,4% nel 2024. Sul piano del commercio globale, i cambiamenti nel panorama mondiale hanno evidenziato le vulnerabilità e le dipendenze strategiche nelle catene di approvvigionamento, senza dimenticare che i Paesi terzi hanno aumentato le sovvenzioni statali alterando la concorrenza.

Indispensabile – conclude la Commissione – rimuovere gli ostacoli al mercato unico che è il motore “della resilienza in tempi incerti”: così, l’eliminazione delle barriere potrebbe portare a un aumento del PIL europeo di diversi punti percentuale. Nell’allegato II la Commissione illustra l’attuazione della bussola sulla competitività, del Patto per l’industria verde e della strategia per il mercato unico.

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