Protezione dalle frodi non uniforme negli Stati Ue

La Corte dei conti europea ha pubblicato la relazione speciale 06/2026 intitolata “Lotta alle frodi nell’RRF: lavori in corso” con l’obiettivo di verificare se il fondo Ue da 650 miliardi di euro per favorire la ripresa dopo la pandemia da Covid-19 sia stato utilizzato e controllato in modo adeguato per fronteggiare le frodi (SR-2026-06_IT frodi).  Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF) – scrive la Corte dei conti – “presenta ancora molteplici debolezze per quanto riguarda l’individuazione, la segnalazione e la correzione delle frodi” e anche “se i Paesi dell’UE hanno l’obbligo di recuperare eventuali finanziamenti usati in modo fraudolento dai destinatari finali, non sono tenuti a restituirli al bilancio dell’UE. Di conseguenza, le finanze dell’UE sono meno tutelate di quanto sarebbe possibile”.

Al centro dell’analisi della Corte dei conti europea anche l’attuazione di strumenti per la lotta alla frode predisposti in Danimarca, Spagna, Italia e Romania.

Diverse le raccomandazioni rivolte alla Commissione – che, in ogni caso, non aveva chiarito sin dall’inizio la natura dei controlli antifrode richiesti – per “potenziare ulteriormente i controlli sui sistemi antifrode nazionali per l’RRF, migliorare la segnalazione dei casi di presunta frode all’RRF, aumentare l’impatto delle misure correttive per l’RRF e definire requisiti antifrode minimi per i paesi dell’UE in programmi futuri analoghi all’RRF”. Sotto accusa anche le verifiche della Commissione la cui azione, per la Corte dei conti, è stata carente in particolare non stabilendo con precisione le responsabilità di tutte le autorità antifrode nazionali.

Tra le lacune nell’azione degli Stati membri, il sottoutilizzo “delle potenzialità delle tecniche di estrazione e di analisi dei dati che, insieme ai controlli e alle segnalazioni di informatori (whistleblowing), sono fondamentali per scoprire le frodi”. Manca poi un sistema comune di segnalazione e ciò impedisce di “stimare con precisione l’entità delle frodi all’RRF”. Utili gli audit della Commissione sui sistemi antifrode degli Stati membri che hanno portato a miglioramenti in Italia che – scrive la Corte dei Conti – ha sviluppato uno strumento adeguato di valutazione del rischio di frode. 

Qui le risposte della Commissione europea (risposte commissione).

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