Non servono nuove regole, ma è necessario applicare in modo effettivo gli atti normativi già esistenti altrimenti la sicurezza informatica dell’Unione europea si troverà in una situazione di grave rischio. Lo scrive la Commissione europea nel documento pubblicato il 7 luglio e contenente il Piano di azione sull’intelligenza artificiale e la cybersecurity (COM(2026) 577 (Action_Plan_on_Cybersecurity_and_Artificial_Intelligence_buu7x4fGCyu79mCfzU7hnTd0MI_130848), nel quale Bruxelles ha anche denunciato i ritardi nel recepimento della direttiva (UE) 2022/2555, relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell’Unione (NIS2) recante modifica del regolamento (UE) n. 910/2014. Gli Stati – osserva la Commissione (si veda anche la scheda informativa (factsheet) – devono essere consapevoli che l’intelligenza artificiale può essere impiegata per fini illeciti con effetti su larga scala a causa della possibilità di automatizzare gli attacchi e aumentare i danni provocati da attacchi informatici e devono, così, procedere all’immediata attuazione degli atti Ue.
Nel Piano d’azione la Commissione esclude la necessità di nuove regole, ma ritiene che gli Stati membri debbano fare di più per garantire la sicurezza attraverso l’intelligenza artificiale, tenendo conto che soluzione extra-europee sono rischiose anche sotto il profilo geopolitico. Senza dimenticare, però, che l’intelligenza artificiale offre molte opportunità che l’Unione europea non può perdere. Il quadro giuridico – ha ribadito la Commissione – è adeguato e non è necessario prevedere nuove norme quanto piuttosto fare in modo che sia gli Stati membri sia le imprese promuovano l’uso serio e responsabile dell’intelligenza artificiale avanzata. In questa direzione, l’Unione europea punta a rafforzare la capacità “di valutare i modelli dell’IA prima che siano immessi sul mercato dell’UE”. In primo piano, poi, la collaborazione con l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza (ENISA) soprattutto “per sviluppare un piano europeo per l’accesso sicuro ai sistemi di IA avanzati”, istituendo una piattaforma con test sicuri.
Si veda il regolamento 2024/1689 che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (IA) e che apporta modifiche a numerosi altri regolamenti (regolamento intelligenza artificiale), il codice di buone pratiche sull’IA (Code_of_Practice_for_GeneralPurpose_AI_Models_Copyright) e quello sulla sicurezza (Code_of_Practice_for_GeneralPurpose_AI_Models_Safety_and_Security_Chapter). Sulla cybersecurity, si veda il regolamento (UE) 2024/2847 relativo a requisiti orizzontali di cibersicurezza per i prodotti con elementi digitali e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013 e (UE) 2019/1020 e la direttiva (UE) 2020/1828 (regolamento sulla ciberesilienza, applicabile dall’11 dicembre 2027, Regolamento cybersecurity).
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