Un calo del 26% degli attraversamenti illegali delle frontiere e il tasso di rimpatrio più alto degli ultimi dieci anni, pari nel 2025 al 28%. Sono i dati positivi sottolineati dalla Commissione europea nel quinto rapporto sullo stato di Schengen (monitoraggio avviato nel 2022) presentato il 18 maggio (COM(2026)150, rapporto schengen) e accompagnato da un documento di lavoro (SWD(2026)150, SW Schengen). L’area Schengen – scrive Bruxelles – che attrae oltre 790 milioni di viaggiatori, è tra i risultati più rilevanti dell’integrazione europea e consente a 450 milioni di cittadini dell’Unione di spostarsi nello spazio Ue. Inoltre, grazie al sistema di ingresso e uscita attivato in modo completo ad aprile 2026 e avviato a metà ottobre 2025 (Entry/Exit System, EES), i meccanismi sono migliorati ed è stato possibile individuare 800 persone come minacce per la sicurezza UE.
Permangono talune criticità e la Commissione ritiene di dover focalizzare gli interventi, per la roadmap 2026-2027, sulla dimensione esterna dello spazio Schengen, sulla governance e sui rimpatri volontari. Su quest’ultimo punto, la Commissione segnala che il Belgio e l’Italia hanno adottato modelli proattivi e disegnati su misura, mentre in altri Paesi il sistema non va avanti. Così come aumentano i casi di controlli alle frontiere interne con dieci Paesi che hanno notificato la reintroduzione temporanea di controlli interni (Paesi Bassi, Svizzera, Norvegia, Danimarca, Polonia, Germania, Austria, Slovenia, Italia, Francia e Svezia).
Centrale la digitalizzazione e l’integrazione dei sistemi informatici per modernizzare la gestione della mobilità, nonché la revisione del codice dei visti e la nuova autorizzazione di viaggio per persone esenti dal visto (ETIAS). A fine giugno è prevista la riunione del Consiglio giustizia e affari interni per disegnare le priorità per l’anno prossimo.
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