Sfruttamento sessuale dei minori: il Comitato di Lanzarote chiede maggiori interventi per arginare l’utilizzo del web

La tutela dei minori vittime di sfruttamento sessuale, sempre più colpite anche attraverso il web e dispositivi informatici, va rafforzata. Lo scrive il Comitato di Lanzarote del Consiglio d’Europa che si occupa di monitorare l’attuazione della Convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007 e delle 28 raccomandazioni adottate nel 2022. Nel rapporto presentato il 2 luglio e che comprende l’analisi di 43 Stati (rapporto Lanzarote), il Comitato sottolinea che malgrado diversi progressi nella direzione di maggiori poteri d’indagine e di sostegno alle vittime, con un incremento della formazione del personale che entra in contatto con i minori, in diversi Stati parte alla Convenzione sussistono lacune a causa soprattutto della mancanza di servizi di assistenza su più livelli che portano a un rallentamento delle risposte educative a vantaggio dell’azione penale. Inoltre, permangono Stati in cui le norme interne dispongono che i minori possano essere perseguiti per immagini sessuali autoprodotte.

Un passo avanti è stato compiuto da quei Paesi che affermano la possibilità di perseguire propri cittadini o residenti per reati sessuali contro i minori commessi all’estero senza richiedere la doppia incriminazione, anche se poi nell’attuazione pratica il numero di procedimenti penali in quest’ambito rimane basso. Come dato positivo, il Comitato sottolinea che è sempre più diffusa la presenza di strumenti di helpline, anche attraverso internet e sono sempre più numerosi gli interventi volti a formare il personale specializzato per proteggere i minori da sfruttamenti sessuali attraverso il web, così come per tutelarli da materiale prodotto dall’intelligenza artificiale.

Sul grooming, il Comitato segnala che alcuni Paesi, tra i quali l’Italia e la Svezia, hanno adottato regole in base alle quali l’adescamento sessuale dei minori è punito anche senza richiedere incontri di persona o che venga prodotto materiale pedopornografico.

 

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