Continua il sovraffollamento delle carceri negli Stati parte al Consiglio d’Europa. Lo scrive la stessa organizzazione nel documento sulle statistiche penali annuali (SPACE, Statistiques Pénales Annuelles du Conseil de l’Europe) pubblicato il 19 maggio e curato dall’Università di Losanna e, in particolare, da Marcelo F. Aebi e Edoardo Cocco (rapporto -2025; qui le statistiche 260518_key-findings-space), con riguardo all’arco temporale dal 31 gennaio 2024 al 31 gennaio 2025 (al documento è allegata l’indagine SPACE II sulle persone in libertà vigilata, https://wp.unil.ch/space/).
Un appuntamento annuale che fa il punto della situazione carceraria partendo dall’esame di 51 strutture detentive di 46 Stati sulla base di specifici indicatori. Anche quest’anno è evidenziata la piaga del sovraffollamento, con molti Paesi che hanno raggiunto la capacità massima per incremento della popolazione carceraria, con un aumento di detenuti anziani e delle donne. Per quanto riguarda i numeri, l’aumento calcolato su ogni 100 posti disponibili vede un salto in avanti da 94,7 a 95,2. Inoltre, nei Paesi con più di 500.000 abitanti, ben 14 sistemi penitenziari hanno dichiarato di avere un numero di detenuti superiore al numero di posti disponibili, con un sovraffollamento grave in Turchia e Francia (con 131 detenuti ogni 100 posti), Croazia (123), Italia (121), Malta (118), Cipro (117), Ungheria (115), Belgio (114) e Irlanda (112). Ci sono poi Paesi con sovraffollamento moderato come la Finlandia (110) e la Grecia (108) e nove sistemi con piena o quasi piena capacità, tra i quali Romania (100), Portogallo (99), Paesi Bassi, Danimarca e Svizzera (95). L’Italia e il Portogallo hanno il numero più alto di detenuti anziani.
Nello studio si evidenzia che la libera circolazione nei Paesi europei ha determinato un problema strutturale con un aumento della popolazione carceraria costituita da stranieri.
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