Sull’attuazione della strategia antifrode della Commissione europea la Corte dei Conti evidenzia lacune sull’impatto effettivo

La Corte dei Conti europea ha pubblicato la relazione speciale n. 18/2026 su “La strategia antifrode della Commissione”, che presenta aspetti positivi nel senso che è esaustiva, ma anche negativi perché – scrive la Corte dei Conti – risulta priva di ambizione (Strategia antifrode). Il bilancio annuale dell’Ue è di quasi 200 miliardi di euro e, quindi, è necessario che Commissione e Stati membri s’impegnino nel contrastare la frode e le attività illegali, tenendo conto che la tutela degli interessi finanziari dell’Unione è una responsabilità condivisa con gli Stati. La Commissione ha un ruolo centrale nell’individuare gli obiettivi strategici e le vulnerabilità che incidono sulla spesa dell’UE. La Corte dei Conti evidenzia che il monitoraggio della Commissione è stato adeguato ed esaustivo, “ma le azioni adeguate spesso mancano di ambizione”, con diversi punti deboli in particolare nella fase di valutazione del rischio e nell’attenzione dedicata ai risultati e all’impatto. Nella relazione è specificato che i piani d’azione predisposti dalla Commissione sono stati adeguati soprattuto con riguardo alle misure di prevenzione e rilevazione, ma per alcune azioni mancano scadenze chiare e tappe intermedie, aspetto che “incide sulla loro utilità per la pianificazione delle risorse e il relativo follow-up”. Nelle diverse raccomandazioni trasmesse alla Commissione, la Corte di Conti ha richiesto un restyling dei meccanismi di governance e, in particolare, un utilizzo effettivo di tutti i dispositivi disponibili a livello istituzionale per migliorare i controlli e la prevenzione. Tra gli aspetti critici, la Corte dei conti sottolinea che talvolta i servizi della Commissione non danno seguito alle osservazioni dell’OLAF (l’Ufficio europeo per la lotta antifrode) e, quest’ultimo organismo, da parte sua, deve procedere a raccogliere in modo sistematico i dati sulla percentuale di osservazioni accettate dai servizi.

In alcuni casi, la Commissione pecca di ottimismo perché ha adottato misure, come la collaborazione con le organizzazioni della società civile al fine di aumentare la segnalazione delle frodi da parte dei whistleblowers, limitate dal punto di vista dei soggetti coinvolti.

Il documento è corredato da allegati sui ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti nel quadro di gestione antifrode dell’UE. La Commissione ha poi presentato le risposte alla relazione speciale, accettando alcune critiche e puntualizzando alcuni aspetti (COM-Replies-SR-2026-18_IT).

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