Le prime misure adottate dall’Italia per dare esecuzione alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30 gennaio 2025 nel caso Cannavacciuolo e altri (ricorsi n. 51567/14 e altri), riguardante l’inquinamento nella Terra dei Fuochi, ricevono una valutazione positiva da parte del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Con decisione dell’11 marzo (CM_Del_Dec(2026)1553_H46-24), il Comitato ha affermato che la strategia predisposta dal Governo per affrontare i problemi e le lacune evidenziate dalla Corte europea, va nella giusta direzione. È opportuno ricordare che la Corte di Strasburgo aveva pronunciato una sentenza pilota nei confronti dell’Italia chiedendo l’adozione di misure individuali e generali per risolvere un problema strutturale e sistemico che aveva portato i giudici internazionali a condannare l’Italia per violazione dell’articolo 2, che assicura il diritto alla vita a causa dell’inquinamento su una vasta area geografica e a danno di un elevato numero di persone, nei confronti delle quali è stato accertato il rapporto causa (inquinamento) – effetto (malattie). Con la decisione dell’11 marzo, il Comitato dei ministri ha svolto un primo esame delle misure predisposte da Roma e ha ritenuto corrette ai fini dell’esecuzione della sentenza gli interventi per l’identificazione delle aree inquinate, quelli di decontaminazione mirati, la gestione dei rischi per la salute legati all’inquinamento e il potenziamento degli sforzi per combattere lo smaltimento illegale dei rifiuti. Inoltre, il Comitato ha preso atto che l’Italia ha già versato gli importi dovuti ai ricorrenti per i costi e le spese (la Corte non si è ancora pronunciata sul danno non patrimoniale) e considera positivamente la nomina di un Commissario straordinario con la funzione di coordinare e guidare le operazioni necessarie per combattere l’inquinamento nella Terra dei Fuochi, nonché la decisione di affidare all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) il monitoraggio sull’attuazione della strategia riguardante quella zona, richiedendo altresì l’intervento di soggetti indipendenti ossia di rappresentanti della società civile e di associazioni. Il Comitato, poi, preso atto che continuano episodi di scarico, interramento e combustione illegale dei rifiuti, ha considerato positivo l’intervento dell’Italia che, nel 2025, ha adottato una legge per rafforzare la risposta agli illeciti ambientali attraverso il diritto penale.
Tra le altre misure, disco verde sull’organizzazione di una strategia di comunicazione globale, con richiesta alle autorità italiane di ultimare rapidamente la realizzazione di una piattaforma unica – voluta dalla stessa Corte europea – idonea a informare il pubblico sulle questioni più rilevanti riguardanti la Terra dei Fuochi.
Il giudizio positivo su queste azioni, che è rilevante anche perché la Corte di Strasburgo, nella sentenza di condanna, ha affermato che la futura pronuncia sul danno non patrimoniale sarà resa alla scadenza del termine concesso all’Italia per l’attuazione delle misure, non chiude, però, l’attività di supervisione. Il Comitato dei ministri, infatti, ha chiesto ulteriori misure per aggiornare e completare il piano di attuazione nelle aree contaminate, dando appuntamento all’Italia, per un nuovo esame, alla prossima sessione di marzo 2027.
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