La tratta transatlantica degli schiavi è stato il più grave crimine contro l’umanità della storia: lo scrive l’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella risoluzione del 26 marzo 2026 (A/RES/80/250, risoluzione schiavitù), con la quale si richiede agli Stati, individualmente o in modo collettivo, di avviare un dialogo per una giustizia riparativa che includa la presentazione di scuse, misure di riparazione, di riabilitazione, garanzie di non ripetizione dell’illecito, programmi e misure legislative per impedire ogni forma di discriminazione. La risoluzione, intitolata “Declaration of the Trafficking of Enslaved Africans and Racialized Chattel Enslavement of Africans as the Gravest Crime against Humanity”, è stata proposta dal Ghana e la notizia è che alcuni Stati hanno votato contro. Infatti, il testo è stato approvato con 123 sì, 52 astensioni tra i quali Belgio, Francia, Germania (German Explanation), Regno Unito (UK Explanation of Vote) e Italia e il voto contrario di Argentina, Israele e Stati Uniti. Il Regno Unito ha giustificato l’astensione, al pari di altri Paesi europei (inclusi quelli Ue), ritenendo che il Governo attuale non può essere ritenuto responsabile dei crimini del passato perché ciò sarebbe contrario al principio di irretroattività. Per alcuni Stati, l’ostacolo al voto positivo è dovuto al fatto che definendo quella schiavitù come il più grave crimine della storia, si afferma una gerarchia, non condivisibile, quanto alla gravità dei crimini contro l’umanità. Ma non è certo solo questo perché in realtà gli Stati, molti dei quali responsabili della schiavitù sulla base della razza a danno degli africani, temono di dover corrispondere un indennizzo ai discendenti delle vittime e l’avvio di percorsi di riparazione per rimediare alle ingiustizie storiche. Nella risoluzione è anche affrontata la questione dei beni culturali con la richiesta di restituzione del patrimonio depredato dai Paesi coloniali e un rafforzamento della cooperazione internazionale (par. 9). L’Assemblea generale ha chiesto all’Unione africana, alla Comunità caraibica, all’Organizzazione degli Stati americani e ad altre organizzazioni internazionali regionali e subregionali di cooperare proprio per rafforzare il dialogo e la riconciliazione. Tra gli altri punti, l’Assemblea generale ha evidenziato l’importanza della memoria e di programmi educativi e, al par. 4, ha affermato che “…the trafficking of Africans and racialized chattel enslavement of Africans constitute violations of jus cogens”.
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