Ancora il terrorismo al centro del rapporto annuale (il sesto) adottato il 30 maggio 2017 da Moneyval, il comitato di esperti del Consiglio d’Europa che si occupa, dal 1997, della lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (2016_AnnualReport_en), con l’esigenza, quindi, di seguire il denaro per bloccare i flussi che arrivano ai gruppi terroristici. Il rapporto di quest’anno introduce una novità perché non è più incentrato unicamente sull’adozione formale delle norme interne idonee a rispettare gli obblighi internazionali, ma sull’effettiva attuazione delle regole esistenti sul piano nazionale. E subito appaiano lacune con molti Stati membri che non hanno proceduto ad indagini adeguate tant’è che non ci sono state condanne per finanziamento del terrorismo. Il 2016, poi, – scrive il Presidente Daniel Thelesklaf – è stato anche l’anno dei Panama Papers, segnale di un fenomeno diffuso, che richiede un constante controllo dell’organismo competente nella lotta al riciclaggio.

Scritto in: riciclaggio | in data: 12 giugno 2017 |
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Le autorità fiscali degli Stati membri devono poter accedere più facilmente alle informazioni in materia di antiriciclaggio. In questa direzione, è stata adottata la direttiva 2016/2258 del 6 dicembre che modifica la 2011/16/Ue (riciclaggio) e che dovrà essere recepita entro il 31 dicembre 2017. Un sistema che porterà al miglioramento nell’attuazione della direttiva 2015/849 del 20 maggio 2015 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 e che abroga la direttiva 2005/60/CE e la 2006/70/CE. Nel rispetto dei diritti fondamentali e dei principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, è previsto che l’accesso ai dati personali avvenga garantendo l’ordinamento costituzionale dello Stato membro interessato. La modifica principale riguarda l’articolo 22 della direttiva 2011/16, con l’aggiunta di un comma in base al quale, “al fine di garantire il funzionamento della cooperazione amministrativa… gli Stati membri dispongono per legge l’accesso da parte delle autorità fiscali ai meccanismi, alle procedure, ai documenti e alle informazioni di cui agli articoli 13,30,31 e 40 della direttiva 2015/849”. Per quanto riguarda la direttiva 2015/849 va ricordato che la legge di delegazione europea 2015, all’articolo 15, ha stabilito i principi e i criteri direttivi per l’attuazione della direttiva.

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/riciclaggio-di-denaro-accesso-ai-registri-online-anche-ai-giornalisti-investigativi.html

Scritto in: riciclaggio | in data: 2 gennaio 2017 |
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moneyLa lotta contro il finanziamento del terrorismo internazionale non è ancora utilizzata come strategia globale di contrasto. E’ questo l’anello debole che, forse, impedisce un effettivo salto di qualità per fronteggiare in modo più incisivo le attività terroristiche. E’ quanto risulta dal V rapporto annuale, divulgato ieri (2015_annualreport_en), adottato da Moneyval, il comitato di esperti del Consiglio d’Europa che si occupa, dal 1997, della lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Certo, si legge nel rapporto, si assiste a un miglioramento nell’adozione di una normativa internazionale e interna ma, sul piano concreto, seguire il denaro che porta al finanziamento del terrorismo incontra ancora diverse difficoltà. Il 2015, poi, – ha sottolineato il Presidente Daniel Thelesklaf – è stato un anno drammatico per gli attentati terroristici in Europa: da Parigi a gennaio e novembre, fino ad Ankara, Bruxelles, Istanbul e Nizza.

Due le priorità per le attività future: intensificare l’azione delle autorità incaricate delle indagini con un miglioramento della cooperazione tra Stati e predisporre misure più efficaci per l’adozione di provvedimenti di confisca dei proventi di reati. Nel 2015, inoltre, Moneyval ha proseguito nell’attività di monitoraggio delle giurisdizioni nazionali (ben 26) in base a un sistema basato sui rapporti di reciproca valutazione o di monitoraggio affidato ad esperti.

Sul fronte degli interventi dell’Unione europea si veda http://www.marinacastellaneta.it/blog/riciclaggio-di-denaro-accesso-ai-registri-online-anche-ai-giornalisti-investigativi.html

Scritto in: riciclaggio | in data: 27 settembre 2016 |
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Lotta all’elusione fiscale, al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, con un quadro normativo nuovo che, da un lato, va in continuità rispetto agli atti Ue già adottati ma che, dall’altro lato, punta a un salto di qualità visto anche il recente scandalo dei Panama Papers. In questa direzione, la Commissione europea, il 5 luglio, ha presentato una proposta di direttiva che modifica la 2015/849 sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, la quale, a sua volta aveva modificato il regolamento n. 648/2012 e abrogato la direttiva 2005/60/CE e la 2006/70/CE (aml-directive_en). Tra le novità, la totale accessibilità al pubblico ai registri di società e trust collegati ad imprese e la connessione dei registri degli Stati membri. Contrasto rafforzato anche ai pagamenti anomini con le carte di credito prepagate con le soglie che scendono, per l’identificazione, da 250 a 150 euro. Da armonizzare anche i controlli verso i Paesi terzi a rischio con carenze strategiche nella lotta al riciclaggio. La Commissione, considerando i tempi non rapidi di adozione, ha chiesto agli Stati di tenere conto delle modifiche proposte anche nel recepimento della IV direttiva antiriciclaggio.

Scritto in: riciclaggio | in data: 11 luglio 2016 |
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E’ stata pubblicata la quarta direttiva Ue sulla lotta al riciclaggio che consentirà una più efficace tracciabilità dei soldi e che permetterà di allineare la normativa Ue alle raccomandazioni del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI). La direttiva 2015/849 del 20 maggio 2015 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 e che abroga la direttiva 2005/60/CE e la 2006/70/CE, dovrà essere recepita entro il 26 giugno 2017 (riciclaggio). Oltre alla direttiva è stato pubblicato il regolamento n. 2015/847 del 20 maggio 2015 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006 sul trasferimento dei fondi (fondi). Con le nuove regole cambierà anche il quadro dell’ordinamento italiano con modifiche al Dlgs n. 231/2007 con il quale è stata recepita la direttiva 2005/60, che andrà in soffitta. Gli interventi di restyling dell’Unione sono stati dovuti anche da quanto è risultato dal documento di lavoro (130205_impact-assessment_en) che ha guidato la Commissione nell’adozione della proposta di direttiva, che ha mostrato un’eccessiva diversificazione nell’applicazione di sanzioni amministrative, con i Paesi Bassi che arrivano a prevedere multe fino a 4 milioni di euro e l’Italia che si ferma a quota 50.000.

Tra le novità più significative introdotte con la nuova direttiva l’obbligo, per gli Stati, di prevedere registri centrali (fortemente voluti dall’europarlamento) in ogni Paese Ue, che dovranno essere accessibili non solo alle autorità competenti, ma anche a coloro che hanno un interesse legittimo, come i giornalisti investigativi. In base alle nuove regole, quindi, le autorità e le unità di informazione finanziaria, nonché i soggetti obbligati come le banche, nel quadro dell’adeguata verifica della clientela a norma del capo II, potranno accedere ai registri senza alcun limite, mentre il pubblico dovrà dimostrare un legittimo interesse, con la possibilità, per gli Stati, di imporre una forma di registrazione online al richiedente e l’applicazione di un importo per i costi amministrativi. Per i trust l’accesso è limitato solo alle autorità e ai soggetti obbligati. Tra questi ultimi, la quarta direttiva ha inserito anche i prestatori di servizi di gioco d’azzardo per importi pari o superiori a 2mila euro.

La nuova direttiva richiede che gli Stati applichino sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. In particolare, come sanzioni minime, per lo meno nel caso di violazioni gravi, reiterate, sistematiche o che presentano una combinazione di tali caratteristiche, commesse dai soggetti obbligati, l’applicazione dell’interdizione temporanea dall’esercizio di funzioni dirigenziali per le persone con compiti direttivi in un soggetto obbligato ritenute responsabili della violazione, o per qualsiasi altra persona fisica. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative pecuniarie, è previsto che quelle massime siano pari almeno al doppio dell’importo dei profitti ricavati grazie alla violazione, quando tale importo può essere determinato o pari almeno a 1 milione di euro. Se il soggetto obbligato è un ente creditizio o un istituto finanziario dovranno essere applicate sanzioni amministrative pecuniarie massime pari almeno a 5milioni o al 10% del fatturato complessivo annuo in base agli ultimi bilanci disponibili, approvati dall’organo di gestione. Nell’ipotesi in cui il soggetto obbligato sia un’impresa madre o una filiale di un’impresa madre che è tenuta a preparare bilanci finanziari consolidati, il fatturato da considerare è quello complessivo annuo, o il tipo di reddito corrispondente, risultante negli ultimi bilanci consolidati, approvati dall’organo di gestione dell’impresa madre apicale. Gli Stati membri possono decidere di non prevedere norme in materia di sanzioni o misure amministrative per violazioni che sono già soggette a sanzioni penali nel diritto nazionale.

Di particolare rilievo anche l’individuazione delle persone “politicamente esposte” che hanno un rischio di corruzione più elevato rispetto alla norma in ragione della posizione politica occupata. In questo caso sono previsti obblighi più stringenti sull’origine del patrimonio e sui fondi impiegati.

Scritto in: riciclaggio | in data: 2 luglio 2015 |
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Operazioni sospette da combattere per garantire la lotta alla criminalità e l’evasione fiscale. Gli strumenti dell’Unione europea adottati sino ad oggi hanno condotto a buoni risultati ma è necessario un salto di qualità, soprattutto per rafforzare le misure sanzionatorie. Per perseguire quest’obiettivo, la Commissione europea ha presentato oggi una proposta di direttiva relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (COM (2013)45/3, 130205_proposal-directive-money-laundering_en) che condurrà all’abrogazione della direttiva 2005/60 recepita in Italia con Dlgs n. 231/2007. Punto centrale è il rafforzamento degli obblighi di verifica della clientela con procedure semplificate idonee a lasciare meno spazi a possibili elusioni. Novità anche sul fronte dell’ambito di applicazione: nella proposta è infatti incluso l’intero settore del gioco d’azzardo e non solo, quindi le case da gioco, e i reati fiscali. Dal documento di lavoro (130205_impact-assessment_en) che ha guidato la Commissione nell’adozione della proposta risulta un’eccessiva diversificazione nell’applicazione di sanzioni amministrative con i Paesi Bassi che arrivano a prevedere multe fino a 4 milioni di euro  e l’Italia che si ferma a quota 50.000. Bruxelles punta a sanzioni fino a 5 milioni di euro e obbliga a controlli sulle operazioni che comportano pagamenti in contanti di importo pari o superiore a 7.500 euro contro gli attuali 15.000.

Per migliorare la tracciabilità, inoltre, la Commissione ha presentato anche una proposta  di regolamento riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi (COM(2013)44/2, 130205_proposal-regulation-information-transfer_en).

Scritto in: riciclaggio | in data: 5 febbraio 2013 |