Un risultato in parte positivo, con 13 raccomandazioni parzialmente attuate, 5 alle quali non è stato dato seguito e 1 attuata. Sono i dati che risultano dal quinto ciclo di valutazione (GRECORC5(2026)5, GrecoRC5(2026)5 – qui la versione in inglese GrecoRC5(2026)5-Final-eng-Compliance Report-Italy-PUBLIC.pdf ) con il quale il Gruppo di Stati del Consiglio d’Europa contro la corruzione (GRECO) ha valutato la conformità dell’Italia alle raccomandazioni formulate a conclusione del rapporto presentato nel 2024. Dopo due anni, la valutazione, che vede l’Italia come uno studente che ha le capacità, ma che potrebbe applicarsi di più. Da un certo di vista, i dati sono positivi perché la maggior parte delle raccomandazioni (13 su 19) sono state parzialmente attuate, ma restano ben 5 non eseguite e solo 1 attuata in modo completo.
Tra gli aspetti valutati positivamente il miglioramento del quadro di integrità applicabile ai consulenti dei ministri, grazie all’adozione di un codice di comportamento, ma il GRECO ha forti perplessità sull’applicazione del quadro di integrità ai ministri e ai sottosegretari di Stato. Non è stata attuata, invece, la raccomandazione sulla pubblicazione di un codice di comportamento per la Polizia di Stato. Bocciata anche l’azione dell’Italia circa l’applicazione della raccomandazione XI con la quale è stato chiesto di estendere a tutte le persone che esercitano funzioni esecutive di alto livello l’obbligo di dichiarare tutti i propri interessi patrimoniali e di garantire la pubblicazione tempestiva delle informazioni. Così non è stata attuata la raccomandazione II sulla richiesta di svolgimento in modo regolare dell’analisi sistemica dei rischi di corruzione e legati all’integrità, “che coinvolga tutte le persone che esercitano funzioni esecutive di alto livello, e che le relative misure correttive vengano incluse in uno specifico programma anticorruzione e rese pubbliche”. Il GRECO, poi, non vede miglioramenti sul fronte dei controlli su tutte le persone esecutive di alto livello al fine di prevenire potenziali conflitti di interesse.
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