Approvato il nuovo Piano del mare relativo al 2026-2028

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 giugno, il nuovo Piano del mare relativo al 2026-2028 (Piano del mare). La Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Comitato interministeriale per le politiche del mare, con il decreto del 7 maggio 2026 (Decreto piano del mare) hanno messo a punto gli interventi strategici relativi al prossimo triennio che innovano il primo Piano del mare adottato nel 2023 e relativo al triennio 2023-2025, in linea con quanto previsto dall’articolo 12 del decreto legge n. 173 dell’11 novembre 2022.

Ricostruito il quadro normativo di regolamentazione degli spazi marittimi, il nuovo Piano del mare si occupa delle rotte commerciali, dei porti, della logistica e dell’energia proveniente dal mare. La sezione 2.5 è rivolta ad approfondire le questioni legate alla transizione ecologica dell’industria del mare e la sezione 2.9 delinea il quadro del lavoro marittimo, anche tenendo conto dello sviluppo del capitale umano e della diffusione della cultura della sicurezza digitale.

È dedicata alla tutela ambientale degli ecosistemi la sezione 2.10 che approfondisce la tutela delle aree marine protette e dei siti della Rete Natura 2000. Spazio, poi, alla dimensione subacquea analizzata sotto il profilo degli effetti dell’innovazione, della governance della dimensione subacquea e del coordinamento strategico nazionale. Un’intera sezione (2.14) approfondisce le questioni relative ai cambiamenti climatici e alla cooperazione europea e internazionale (2.15).

Nel complesso, si evidenzia che è necessario procedere a uno snellimento della burocrazia anche a vantaggio delle imprese, a rafforzare la digitalizzazione del settore marittimo per migliorare la competitività internazionale e a promuovere lo sviluppo delle reti a vantaggio anche della transizione energetica e all’innovazione tecnologica. Tra gli obiettivi, “l’estensione della giurisdizione ai tratti di mare rivendicati dall’Italia, attraverso la proclamazione delle residue porzioni di ZEE (zona economica esclusiva), per valorizzare le risorse e tutelarne l’ecosistema”.

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