La Commissione europea ha adottato, il 26 febbraio, la nuova agenda per la prevenzione e la lotta al terrorismo che sarà funzionale a garantire una risposta collettiva e coordinata dell’Unione europea alle nuove minacce terroristiche e all’estremismo violento che si diffondono in tutta Europa anche a causa dell’attuale situazione geopolitica (COM (2026) 101). Il quadro normativo dell’Unione europea è già piuttosto articolato, ma Bruxelles ritiene di dover fare un passo in più soprattutto per intensificare la cooperazione internazionale con i Paesi extra UE e con le agenzie di sicurezza di altri Stati, nonché per garantire una maggiore sicurezza sia online sia offline, anche tenendo conto che tra il 2019 e il 2023 il numero di attacchi terroristici è raddoppiato passando da 57 casi a 120, per poi scendere a 58 nel 2024. Il nuovo testo s’inserisce nell’ambito della strategia europea di sicurezza interna “ProtectEU”.
L’ azione è articolata sulla base di sei pilastri fondamentali: anticipare le minacce in particolare potenziando il ruolo dell’intelligence e di Europol; prevenire la radicalizzazione e proteggere le persone; monitorare il web; aumentare la sicurezza delle persone negli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche; rispondere a minacce e attacchi; cooperare con i partner internazionali.
Nuovi pericoli – precisa Bruxelles – arrivano dall’uso improprio delle nuove tecnologie, anche nel finanziamento alle attività terroristiche con le criptovalute, dai social media, dall’intelligenza artificiale, dalle nuove armi e dai droni stampati in 3D.
Con riguardo agli interventi dell’intelligence, la Commissione intende rafforzare la capacità unica di analisi dell’intelligence (Single Intelligence Analysis Capacity, SIAC) e potenziare la capacità di supporto analitico di Europol anche attraverso le attività di intelligence da fonte aperta (open-source intelligence, OSINT). Per gli interventi sul web, la Commissione si propone di rivedere il regolamento (UE) 2021/784, relativo al contrasto della diffusione di contenuti terroristici online e di rafforzare la cooperazione volontaria con i fornitori di servizi online attraverso il forum Ue su Internet proprio per consentire una rapida rimozione dei contenuti terroristici e ridurre lo spazio per la radicalizzazione e il reclutamento online. Le agenzie Ue hanno già fornito un supporto rilevante per le attività d’indagine che hanno portato a oltre a 2.000 arresti e a oltre 1.800 condanne per reati di terrorismo negli ultimi 5 anni.
Si veda il post https://www.marinacastellaneta.it/blog/terrorismo-online-il-sistema-di-segnalazione-introdotto-dallunione-europea-funziona.html

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