La Direzione generale per i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari istituzionali del Parlamento europeo ha pubblicato due studi sulla cooperazione giudiziaria civile. Il primo, “The 1980 Hague Convention”, è volto ad approfondire i rapporti tra la Convenzione dell’Aja sulla sottrazione internazionale dei minori del 25 ottobre 1980 (atto, come è noto, ratificato dall’Italia con legge 15 gennaio 1994 n. 64) e il regolamento n. 2201/2003, Bruxelles II bis, sulla competenza, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e sulla responsabilità genitoriale (sostituito dal n. 2019/1111, applicabile alle azioni proposte dopo il 1° agosto 2022). Lo studio (PE 780.256, Brussels IIb and Hague Convention) è stato redatto da Boriana Musseva, professoressa di diritto internationale privato dell’Università di Sofia. La prima parte è dedicata alla ricostruzione del complesso quadro normativo tra Stati aderenti alla Convenzione del 1980, a quella del 1996 e ai rapporti con i regolamenti UE, tenendo conto della variabilità del livello di protezione nei casi di sottrazione internazionale di minori. Ampio spazio è dedicato al diritto del minore ad essere ascoltato e alla procedura di rientro del minore prevista dal regolamento UE. Il capitolo IV riporta alcune raccomandazioni al fine di tutelare i minori e per favorire il ricorso a strumenti di mediazione.
Accanto a questo studio è stato pubblicato anche un documento di approfondimento, sempre sulla Convenzione dell’Aja del 1980, “The 1980 Hague Convention. Lessons Learned and Ways Forward”, nella prospettiva di analizzare le lezioni imparate dalla sua applicazione e le modalità per le azioni future, anche tenendo conto dei casi di violenza domestica che non ha un’apposita previsione nella Convenzione anche se, non di rado, è stato richiamato l’articolo 13, n. 1, lett. b per non procedere al ritorno del minore in situazioni familiari in cui vi sono contesti di violenza (PE 778.857, Hague Convention). Lo studio è stato redatto da Marilyn Freeman, dell’Università di Westminster di Londra.
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