L’attuale situazione geopolitica, con la crisi dovuta ai prezzi elevati dell’energia e alla vulnerabilità delle catene di approvvigionamento mondiali incide negativamente sulla concorrenza, rallentando la crescita. Così, la Commissione europea, nel rapporto annuale presentato il 5 maggio 2026 sulla politica di concorrenza relativa al 2025 (COM(2026)180, competition policy), chiede un rafforzamento delle regole sulla libertà concorrenza che servono a migliorare il funzionamento del mercato unico per garantire a tutte le imprese di competere, senza trascurare gli aspetti legati alla sostenibilità e alla diffusione di tecnologie pulite. In questa direzione, la Commissione sottolinea l’importanza della disciplina sugli aiuti di Stato “nell’ambito del patto per l’industria pulita quale pietra angolare per sostenere la transizione verde dell’Europa” e per arrivare a una riduzione dalla dipendenza dei combustibili fossili. Per combattere l’inflazione che incide sul costo della vita delle famiglie, la Commissione è intervenuta con un’applicazione attenta delle regole antitrust in particolare nei confronti di cartelli “che gonfiano artificialmente i prezzi o danneggiano il mercato del lavoro”. Nel 2025, sono stati anche aggiornati i controlli sulle concentrazioni per favorire l’innovazione e la Commissione ritiene che nei due anni di applicazione del regolamento sui mercati digitali sia già possibile individuare risultati positivi, coniugando competitività dei mercati digitali e standard elevati di tutela della vita privata e di sicurezza. Nel 2025, poi, è stato applicato in modo rigoroso il regolamento sulle sovvenzioni estere “per fare in modo che la concorrenza mondiale all’interno del mercato unico non sia falsata da un sostegno estero”. Nella relazione, la Commissione ricostruisce anche i principali interventi della Corte di giustizia dell’Unione europea.
Il rapporto è accompagnato da un documento di lavoro (SWD(2026)125, SW competition).
Aggiungi un commento