Comportamenti abusivi: pubblicate le linee direttrici della Commissione

Luci sempre accese sulla libera concorrenza nello spazio Ue. La Commissione europea, il 3 settembre, ha diffuso la Comunicazione contenente le Linee direttrici sull’applicazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea al comportamento abusivo delle imprese dominanti volto all’esclusione della concorrenza, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, serie C del 9 settembre (concorrenza, C(2026)6118). Il testo, sulla base anche degli interventi della Corte di giustizia dell’Unione europea, evidenzia le situazioni di posizione dominante delle imprese e i criteri utilizzabili per individuare casi contrari alle regole sulla libera concorrenza. In questa direzione, nella Comunicazione, la Commissione delinea i parametri da seguire al fine di un corretto inquadramento delle situazioni di sfruttamento abusivo di una posizione dominante nei casi di imposizione dei prezzi di acquisto nonché nelle altre ipotesi evidenziate nell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In particolare, per le diverse situazioni, Bruxelles richiede che sia individuato il mercato rilevante e, in pratica scatti un campanello di allarme in presenza di un’impresa che ha un controllo su una quota di mercato in via generale superiore al 50%. Per determinare l’esistenza di accordi volti a compromettere la concorrenza a danno dei consumatori, la Commissione richiede una valutazione concreta, tenendo conto anche degli algoritmi e partendo dal presupposto che devono essere individuati i comportamenti che ostacolano l’ingresso di concorrenti, che determinano violazioni di regole incluse quelle sulla protezione dei dati, che riguardano informazioni ingannevoli o determinano comportamenti con effetti escludenti. Particolare attenzione deve essere rivolta anche ai prezzi predatori. Nel documento sono anche trattate le principali forme di abuso di posizione dominante e si sottolinea che la diffusione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’accesso a grandi database può rappresentare un vantaggio competitivo. In particolare – scrive la Commissione – un numero maggiore di algoritmi può portare ad accertare un numero maggiore di posizioni dominanti, basate sul coordinamento tacito.

L’ultima parte del documento è poi dedicata alla possibilità di invocare giustificazioni per un determinato comportamento in ragione di obiettivi legittimi, ma sempre nel rispetto del principio di proporzionalità. Resta fermo l’onere della prova sull’impresa dominante che è chiamata a dimostrare il carattere indispensabile del proprio comportamento e che le sue azioni non eliminano la concorrenza effettiva.

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