Pubblicato il rapporto annuale sui diritti dei lavoratori. Il Comitato europeo dei diritti sociali, il 21 gennaio, ha divulgato le conclusioni sulla situazione di alcuni Paesi monitorati nel 2025 per verificare, anche alla luce delle diverse procedure di vigilanza e di visite realizzate nel 2025 come gli Stati procedono ad assicurare il rispetto dei diritti riconosciuti nella Carta sociale europea (conclusioni carta sociale). Nel 2025 sono state svolte 213 verifiche con 42 rapporti conclusivi in cui è stata accertata la conformità alla Carta e ben 171 conclusioni in cui invece sono state ravvisate situazioni di contrarietà alla Carta. Tra i temi cruciali affrontati quelli relativi alle condizioni di lavoro, agli aspetti legati alla sicurezza e alla salute, all’equo compenso, alla negoziazione collettiva, all’uguaglianza uomo-donna in materia di lavoro. Troppe le zone d’ombra con situazioni in cui l’orario di lavoro non è rispettato, in cui sussistono ostacoli alle rivendicazioni sindacali e collettive, l’assenza di misure di sicurezza per alcune tipologie di lavoro, inclusi i casi dei lavori nella gig economy, la presenza di differenze salariali tra lavoratori e lavoratrici. In particolare, è stato evidenziato che in taluni Stati gli orari settimanali superano 60 ore di lavoro, così come casi in cui manca una protezione adeguata per le categorie di lavoro più vulnerabili.
Focus sui rischi emergenti: poca considerazione negli Stati rispetto all’incidenza dei cambiamenti climatici sulle condizioni di lavoro e sull’impatto delle nuove tecnologie che, di fatto, non hanno portato le autorità nazionali a imporre il diritto alla disconnessione.
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