Il sindacato autonomo europeo scuola ed ecologia si è rivolto al Comitato europeo sui diritti sociali depositando un reclamo (n. 258/2026), registrato il 20 febbraio 2026 e reso pubblico il 13 aprile (n. 1, Italia) contestando le attività del Dipartimento della pubblica amministrazione e dell’Autorità nazionale contro la corruzione (ANAC) che, secondo il sindacato, hanno violato i diritti sindacali dei lavoratori e il principio di trasparenza non pubblicando tempestivamente i documenti relativi alla convocazione, all’annullamento o al rinvio degli scioperi del settore pubblico. Questo perché il Dipartimento della pubblica amministrazione ha fatto una scelta ossia quella di non pubblicare le informazioni relative agli scioperi indetti dai sindacati sulla piattaforma “Public Sector Strikes Dashboard”. Per quanto riguarda l’ANAC, il sindacato contesta l’incapacità di adozione di rimedi effettivi per fronteggiare questa condotta che incide sull’effettivo esercizio dei diritti sindacali.
Tra le norme ritenute violate, l’articolo 5 della Carta sociale europea, che assicura i diritti sindacali imponendo agli Stati di adottare una normativa adeguata a consentire l’esercizio di tali diritti, nonché l’articolo 6 (diritto di negoziazione collettiva), paragrafo 4 il quale riconosce il diritto dei lavoratori e dei datori di lavoro d’intraprendere azioni collettive in caso di conflitti d’interesse, compreso il diritto di sciopero, fatti salvi gli obblighi eventualmente derivanti dalle convenzioni collettive in vigore. Su tale ultima disposizione, il sindacato ricorrente ritiene che il diritto di sciopero è privo di effettività se lo Stato impedisce la diffusione delle informazioni sullo sciopero. Inoltre, il sindacato ritiene che sia stato violato, sia dal Dipartimento della pubblica amministrazione sia dall’ANAC, l’articolo 21 sul diritto di informazione e di consultazione. Prima di decidere sul merito, il Comitato dovrà pronunciarsi sull’ammissibilità del reclamo collettivo.
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