Per verificare il funzionamento dei punti di contatto nazionali per la condotta responsabile delle imprese, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCDE) ha pubblicato un rapporto intitolato “The business case for engaging with the National Contact points for Responsabile Business Conduct” (Punti di contatto OCDE). Sono 52 i punti di contatto indicati (qui il punto di contatto italiano https://www.mimit.gov.it/it/pcn-italia), utili per risolvere in modo non giudiziario le situazioni di mancato rispetto delle Linee guida OCDE per le imprese multinazionali (“Guidelines for Multinational Enterprises on Responsible Business Conduct”, OCDE Linee guida) e, dal 2000, sono stati 900 i casi arrivati all’attenzione di questi organismi che si sono occupati di diritti umani, diritti dei lavoratori e ambiente. I risultati positivi – si legge nel rapporto – sono buoni in particolare quando le “parti partecipano al processo in buona fede”, ma molte aziende preferiscono non ricorrere ai punti di contatto. Così, l’OCDE ha deciso di illustrare, nello studio presentato nei giorni scorsi, quelle che sono caratteristiche uniche del meccanismo di ricorso ai punti di contatto nazionale per risolvere questioni complesse ed evitare così costi elevati dovuti all’utilizzo di strumenti giudiziari. Ricostruito l’iter seguito nella procedura attivata attraverso i punti di contatto, nel rapporto, che illustra anche diversi casi, sono evidenziati i punti di forza di tale procedura che può aiutare le società a migliorare i processi di due diligence e i rapporti con gli investitori. Le aziende – chiarisce l’OCDE – possono ottenere benefici diretti e indiretti grazie al dialogo avviato dai punti di contatto, nonché acquisire maggiore fiducia da parte degli stakeholder. L’obiettivo è, quindi, fare in modo che le aziende percepiscano il valore aggiunto di questo meccanismo, superando pregiudizi circa la riservatezza e l’imparzialità del sistema, dovuti di frequente alla scarsa conoscenza dei meccanismi. Tanto più – conclude l’OCDE nel rapporto – “che l’azienda può andare incontro a possibili rischi” se coinvolta in procedimenti giudiziari, come il “danno alla reputazione che potrebbe influire sulla percezione degli investitori e dei consumatori”. Anche gli Stati sono chiamati a fare la propria parte tenendo conto che potrebbero prevedere conseguenze nel caso in cui un’azienda non si avvalga di questo meccanismo, ad esempio escludendo “l’azienda dal sostegno al credito all’esportazione”.
Qui le istanze avanzate dinanzi al punto di contatto italiano https://www.mimit.gov.it/it/pcn-italia/istanza
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