Ucraina: gravi violazioni da parte di Mosca nei territori occupati

La Russia continua a violare il diritto internazionale in Ucraina e continua a compiere gravi violazioni dei diritti umani nei territori occupati in violazione del diritto internazionale. Lo scrive il Segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset nel rapporto annuale, presentato il 9 settembre, sulla situazione dei diritti umani nei territori temporaneamente occupati dalla Russia, nell’arco temporale aprile 2025 – marzo 2026 (Ucraina). Mentre una parte della comunità internazionale e dell’opinione pubblica continua a trovare giustificazioni all’aggressione russa e sembra non equiparare l’occupazione di territori in Ucraina ad altri casi di occupazione, il Consiglio d’Europa tiene traccia delle continue violazioni nei confronti della popolazione, che non sono limitate alle zone in cui sono in corso i combattimenti, ma si allargano anche ai territori occupati dove risiedono 3,5 milioni di cittadini ucraini. “Parallelamente alle ostilità armate in corso nel contesto dell’invasione militare su larga scala dell’Ucraina condotta dalla Russia, – scrive il Segretario generale – il deterioramento della situazione dei diritti umani nei territori ucraini temporaneamente occupati dalla Federazione russa è continuato durante il periodo in esame. L’occupazione ha rafforzato ulteriormente pratiche di violazioni dei diritti umani gravi, sistematiche e su vasta scala che sono fondamentalmente incompatibili con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, causando danni e traumi profondi a persone e comunità”. Nelle zone occupate, Mosca ha imposto nuove leggi e adesso ha l’obiettivo di svolgere le elezioni per la Duma (ossia il parlamento russo) il 20 settembre. Tutti segnali che mostrano come la Russia non intenda perseguire un percorso che porti alla pace.  Tra le altre violazioni, l’attribuzione forzata della cittadinanza russa, il ritiro dei documenti d’identità, la lesione del patrimonio e dell’identità culturale, gli espropri di terreni e altre proprietà, il trasferimento forzato dei bambini. Inoltre, da Mosca arrivano continui divieti opposti ad organizzazioni internazionali anche non governative che non possono entrare nei territori temporaneamente occupati e procedere a un monitoraggio indipendente. Una situazione che non sembra destinata a migliorare.

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