Con l’adozione del regolamento n. 1407/2013 del 18 dicembre sull’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis” (aiuti) e del n. 1408/2013 (settore agricolo) relativo al settore agricolo è stato completato il piano di modernizzazione degli aiuti di Stato avviato dalla Commissione europea con la comunicazione dell’8 maggio 2012. Le nuove regole sugli aiuti “de minimis” si applicheranno dal 1° gennaio 2014. Il regolamento, che contiene le regole sulle modalità di erogazione di aiuti minimi alle imprese, stabilisce che l’esenzione dall’obbligo di previa notificazione alla Commissione europea scatta se l’importo non supera i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari (il massimale scende a 100.000 per le imprese che operano nel trasporto merci su strada). Per una maggiore chiarezza rispetto alla precedente disciplina contenuta nel regolamento n. 1998/2006 oggi abrogato, è stata esplicitata, nel nuovo testo, la nozione di impresa: il preambolo, infatti, rinvia alla definizione consolidata della Corte di giustizia Ue in base alla quale le entità controllate, anche in via di fatto, devono essere considerate come un’impresa unica.

Per migliorare il sistema di controllo che in passato ha mostrato molte falle, il regolamento n. 1407 chiede agli Stati di istituire un registro centrale degli aiuti de minimis con tutte le informazioni relative a questa tipologia di supporto concessa dagli Stati membri, incluse le autorità locali. Se lo Stato istituisce un simile registro potrà sottrarsi agli adempimenti burocratici previsti dal sistema di controllo predisposto dall’articolo 6. In base a questa norma, infatti, se il registro non è attivo, gli Stati dovranno inviare una notificazione alle imprese, richiamando il regolamento in esame e dovranno richiedere ai beneficiari una dichiarazione in forma scritta o elettronica, relativa ad altri aiuti ricevuti anche con riferimento ai due esercizi finanziari precedenti.

Stessa impostazione, ma diversi importi anche per il settore agricolo. Il regolamento n. 1408/2013, in vigore sempre dal 1° gennaio, stabilisce che alle imprese che operano nel settore agricolo non possano andare importi in forma di aiuti superiori ai 15.000 euro. Diverso il calcolo per le imprese di produzione primaria di prodotti agricoli. In questo settore, infatti, il regolamento, nell’allegato, stabilisce le quote complessive di aiuti de minimis che ogni Stato potrà destinare alle imprese di produzione. Per l’Italia sono stati previsti poco più di 475mila euro, con somme più consistenti attribuite alla Francia (oltre 722mila euro) e alla Germania (più di 522mila).

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/aiuti-di-stato-pubblicato-il-regolamento-ue-sulle-procedure-e-sulle-esenzioni-nelle-notificazioni.html

Scritto in: aiuti di Stato | in data: 29 dicembre 2013 |
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Dal 20 agosto scattano le nuove regole sul sistema degli aiuti di Stato nell’Unione europea. Con cambiamenti soprattutto nell’approccio generale che, da un lato, permette poteri d’indagine più incisivi alla Commissione europea e, dall’altro lato, limita gli interventi ai casi in cui gli effetti dannosi degli aiuti di Stato siano rilevanti. Il nuovo quadro legislativo è disegnato dal regolamento del 22 luglio n. 734 regolamento di procedurache modifica il n. 659/1999 recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del Trattato Ce (sostituito dal 108 del Trattato di Lisbona) e dal regolamento n. 733 che modifica il 994/98 sull’individuazione degli aiuti di Stato orizzontali (regolamento di abilitazione, aiuti di stato orizzontali). Con l’obiettivo di modernizzare il sistema di controllo e favorire interventi più mirati ai casi che hanno maggiori effetti distorsivi sul mercato unico. Un restyling necessario soprattutto per la crisi economica e finanziaria che ha spinto il Consiglio Ue e il Parlamento ad ampliare le deroghe sul divieto di aiuti di Stato e, al tempo stesso, ad attribuire più poteri alla Commissione per i casi che hanno un’ampia incidenza distorsiva sul mercato. In questa direzione, il regolamento n. 734 prevede un intervento dell’esecutivo solo quando la concessione degli aiuti di Stato procura restrizioni o distorsioni rilevanti alla concorrenza nel mercato interno in diversi Stati membri. Nel segno di interventi effettivi e tempestivi, il nuovo testo legislativo modifica la prescrizione dell’azione della Commissione che passa da 10 a 3 anni, con decorrenza del termine dal giorno in cui è commessa l’infrazione. Con il taglio netto sui tempi di prescrizione, le imprese potranno usufruire di maggiore certezza anche sul futuro della propria attività, libere dalla spada di Damocle della restituzione degli aiuti. Cambiamenti anche nella procedura di denuncia per assicurare trasparenza all’iter di indagine. Le parti interessate che si rivolgono alla Commissione saranno tenute a depositare un’apposita denuncia formale compilando il modulo predisposto a Bruxelles. Non basta più, quindi, solo un’informazione alla Commissione. L’introduzione dell’obbligo di una denuncia formale mira a frenare la proliferazione di denunce usate strumentalmente che hanno finito per paralizzare o ritardare l’attività della Commissione prima tenuta a svolgere inchieste su ogni presunta violazione delle regole Ue sugli aiuti di Stato. Il nuovo sistema, invece, consente alla Commissione di non intervenire obbligatoriamente in ogni caso. Cambiano poi gli strumenti a disposizione della Commissione per ottenere informazioni, con un evidente ravvicinamento alla legislazione antitrust. Con il nuovo regolamento, infatti, Bruxelles, per raccogliere informazioni di mercato, è autorizzata a rivolgersi anche a soggetti diversi dallo Stato membro interessato con la possibilità di applicare ammende in caso di informazioni inesatte o fuorvianti che non potranno superare l’1% del fatturato totale realizzato nell’esercizio sociale precedente. Le penalità di mora non andranno oltre il 5% del fatturato medio giornaliero.

 

Svolta, poi, nei rapporti con le giurisdizioni nazionali. Per la prima volta è  riconosciuto il diritto degli organi nazionali di ottenere informazioni da Bruxelles. Ma il dialogo funziona anche in senso inverso. La Commissione europea, infatti, potrà presentare osservazioni scritte ai giudici degli Stati membri responsabili dell’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato e, su autorizzazione del giudice nazionale, anche osservazioni orali.

Il regolamento n. 733 interviene, invece, ad ampliare le esenzioni dall’obbligo di notifica che grava sugli Stati in materia di aiuti. Una decisione presa per favorire la crescita e consentire alle imprese di fronteggiare la crisi economica. Tra le novità, l’eliminazione dell’obbligo di notifica degli aiuti a favore dell’innovazione e, per gli aiuti in caso di danni provocati da calamità naturali, esenzione non solo se concessi a piccole e medie imprese, ma anche a grandi imprese.

Scritto in: aiuti di Stato | in data: 6 agosto 2013 |

L’esenzione dal pagamento dell’IMU concessa dall’Italia ad alcuni enti non commerciali che non svolgono attività economica non è un aiuto di Stato, mentre lo è stata l’esenzione dall’Ici concessa tra il 2006 e il 2009 ad alcuni enti. Su quest’ultimo fronte, la Commissione europea, nella decisione del 19 dicembre 2012 pubblicata sulla GUUE di oggi (ICI) ha respinto la tesi del Governo italiano secondo il quale gli enti che avevano goduto dell’esenzione non erano imprese chiarendo che la classificazione deve avvenire in base al diritto Ue e che vi era stato un aiuto nella forma di sgravio fiscale incompatibile con il Trattato dell’Unione. Tuttavia, la Commissione ha accolto la tesi italiana in ordine all’impossibilità del recupero anche in ragione della struttura del catasto degli immobili.

Scritto in: aiuti di Stato | in data: 18 giugno 2013 |
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La Commissione europea, il 7 maggio, ha presentato il rapporto sulla politica di concorrenza nel 2012 che coinvolge 20 milioni di imprese nello spazio Ue (concorrenza). Sotto esame non solo il rispetto delle norme antitrust ma anche degli aiuti di Stato. Su questi, Bruxelles ha allargato le maglie per consentire agli Stati membri di fronteggiare la crisi del settore finanziario e delle banche che dovrebbero sostenere l’economia. La relazione è stata anche l’occasione per fare il punto sull’applicazione del nuovo sistema in materia di aiuti di Stato a favore dei servizi di interesse economico generale partito nel 2012. Ancora troppe, però, le situazioni di abuso di posizione dominante da fronteggiare soprattutto nel settore delle telecomunicazioni. Senza dimenticare il nodo Google, sotto i riflettori della Commissione, tra l’altro, per i modi in cui i servizi di ricerca verticale sono visualizzati. La Commissione ha anche adottato un documento di lavoro nel quale sono ricostruiti i principali interventi della Corte di giustizia dell’Unione europea nel settore degli aiuti di Stato nel 2012 (part2_en)

Scritto in: aiuti di Stato, concorrenza | in data: 3 giugno 2013 |
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