Ad orrore si aggiunge orrore. L’Isis, in Siria e in Iraq, utilizza con sempre maggiore frequenza lo stupro come arma di guerra, con violenze sessuali nei confronti di donne, ragazzi e ragazzi. Non in modo occasionale, quindi, ma con sistematicità e su larga scala. Un orrore senza precedenti. Lo ha denunciato l’allora Segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon (da pochi giorni sostituito da Antonio Guterres), al Consiglio di sicurezza nel rapporto presentato il 21 dicembre 2015 (S/2016/1090, N1645723) secondo quanto previsto dalla risoluzione 1267 del 1999. Un rapporto shock nel quale sono addirittura indicati i luoghi in cui vengono vendute donne e bambini. Il documento segue due rapporti del 2015 e del 2016 e sottolinea che, in alcune pubblicazioni utilizzate per propaganda dall’Isis, la violenza sessuale è indicata come una tattica per raggiungere gli obiettivi del gruppo terroristico ed è giustificata la violenza sulle donne “infedeli” e sul gruppo di Yazidi. Il Segretario generale evidenzia la necessità di individuare i responsabili, sentendo direttamente le donne sopravvissute a questi orrori. Le prove raccolte mostrano che la violenza sessuale è premeditata, sistematica ed è legata al traffico di donne, utilizzato anche come mezzo per raccogliere denaro. Il rapporto è accompagnato da un documento con i nomi (omissati) dei presunti responsabili e documenti che mostrano come la violenza sessuale è “codificata” all’interno dei gruppo terroristico, addirittura per favorire il reclutamento di foreign fighters. Il Segretario generale ha chiesto al Consiglio di sicurezza l’adozione di diverse misure per individuare e punire i responsabili e per proteggere le vittime.

Scritto in: crimini | in data: 2 febbraio 2017 |
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