Il Consiglio di sicurezza con 14 voti a favore e l’astensione del Venezuela, in base al capitolo VII, ha adottato il 9 ottobre la risoluzione n. 2240 con la quale chiede agli Stati membri a livello individuale o che operano nel quadro di organizzazioni regionali come l’Unione europea di assistere la Libia per garantire le frontiere e prevenire, indagare e perseguire atti di traffico di migranti e tratta di esseri umani nel suo territorio e nelle sue acque territoriali (N1530707). Troppe le tragedie che spezzano le vite di donne, bambini e uomini alla ricerca di una speranza sulle coste di fronte alla Libia. E dietro le tragedie le speculazioni delle organizzazioni criminali transnazionali che vanno combattute. In base alla risoluzione del Consiglio, inoltre, accanto agli interventi con il consenso della Libia nel mare territoriale, le autorità intervenienti, se hanno ragionevoli sospetti di ritenere che una nave è usata per il traffico di esseri umani, possono intervenire in alto mare, al largo delle coste libiche, compiendo ispezioni su imbarcazioni sospette, senza bandiera, o dopo aver fatto tutti gli sforzi per ottenere il consenso dello Stato del quale la nave batte bandiera. L’intervento è limitato alle navi che si trovano al largo della Libia e ha una durata temporale di un anno. Il Consiglio autorizza gli Stati e le organizzazioni regionali ad utilizzare tutte le misure commisurate alle specifiche circostanze dando priorità assoluta alla vita delle persone imbarcate. Ogni intervento, infatti, deve tener conto della tutela dei diritti umani di coloro che cercano la protezione internazionale. Resta da vedere come sarà possibile applicare le indicate misure e mettere in primo piano la vita dei migranti e delle vittime del traffico degli esseri umani. Il Venezuela si è astenuto ritenendo sia la misura inadeguata sia errato il fondamento nel capitolo VII, affermando, tra l’altro, che la “policy of walls” non risolve il dramma delle vittime della tratta e dei migranti.

Scritto in: Libia, ONU | in data: 18 ottobre 2015 |
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Supporto al National Transitional Council, protezione dei diritti umani, cammino verso la democrazia, attenuazione delle sanzioni e dell’embargo. Ma soprattutto costituzione della missione UNSMIL per tre mesi. Sono gli obiettivi fissati dalla risoluzione n. 2009 adottata il 16 settembre con la quale il Consiglio di sicurezza fornisce il proprio supporto alle autorità libiche (http://www.un.org/News/Press/docs/2011/sc10389.doc.htm). Cade un pezzo di embargo per le armi dirette alle autorità del Governo transitorio che hanno ormai il controllo della Libia e le sanzioni nel settore più importante dell’economia libica ossia il petrolio. La missione traccerà il cammino per arrivare a nuove elezioni e per l’adozione di una nuova costituzione. Intanto il Consiglio transitorio è pronto ad esordire, martedì 20, alla sessione plenaria dell’Assemblea generale. Di Gheddafi, però, ancora nessuna traccia.

Scritto in: Libia | in data: 18 settembre 2011 |

Un’operazione militare a sostegno dell’assistenza umanitaria nella regione. E’ questo l’obiettivo della missione “EUFOR Libia” avviata con la decisione 2011/210/PESC del 1° aprile 2011 (eufor) con la quale l’Unione europea punta ad assicurare, se richiesto dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), l’evacuazione degli sfollati in condizioni di sicurezza e a sostenere le attività delle agenzie umanitarie. L’Unione europea ha designato come comandante l’Ammiraglio di divisione Claudio Gaudiosi, stabilendo a Roma il comando operativo. Il controllo sulla corretta esecuzione dell’EUFOR è affidato al Comitato militare dell’Unione europea, al quale il comandante dell’operazione è tenuto a inviare relazioni periodiche. E’ prevista la partecipazione di Stati terzi, in particolare i Paesi membri della Lega degli Stati arabi, previa richiesta della missione, che dovrebbe cessare la propria attività “al più tardi quattro mesi dopo aver raggiunto la capacità operativa iniziale”.

Scritto in: Libia | in data: 5 aprile 2011 |