La Corte di appello di Bari, con sentenza n. 842/2013 (132850000), ha precisato i contorni della concessione della protezione umanitaria rispetto alla protezione sussidiaria. La vicenda arrivata alla Corte di appello riguardava un cittadino di Burkina Faso che aveva chiesto al Tribunale di Bari il ricoscimento dello status di rifugiato. I giudici avevano deciso di non accogliere la richiesta ma di concedere la protezione sussidiaria. Avverso la decisione, il Ministero dell’interno e la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale avevano presentato appello anche in base al racconto poco convincente del richiedente. Una posizione condivisa dai giudici di appello che hanno negato la protezione sussidiaria, ma concesso quella umanitaria alla luce di alcuni rapporti di organizzazioni internazionali non governative come Amnesty international sulla difficile situazione nel Paese sul fronte dei diritti fondamentali e dell’ormai avvenuto inserimento nella società italiana dell’istante considerato che il richiedente aveva un lavoro qualificato come orafo.

Scritto in: diritto di asilo, protezione umanitaria | in data: 15 ottobre 2013 |

Va concessa la protezione internazionale umanitaria a un cittadino turco se c’è il rischio che l’espulsione dall’Italia possa condurre a un nuovo procedimento penale in Turchia per fatti per i quali è stato già giudicato e se corre il pericolo di essere sottoposto a una detenzione non conforme ai diritti umani primari. Lo ha deciso il Tribunale di Bari, II sezione civile, con la sentenza depositata il 4 novembre scorso (protezione internazionale). Al giudice monocratico di Bari si era rivolto un turco che aveva invocato la protezione internazionale  a seguito del rigetto del riconoscimento dello status di rifugiato deciso dalla Commissione territoriale di Bari. Il cittadino turco chiedeva di non essere espulso e riconsegnato alla Turchia anche perché correva il rischio di essere processato nel Paese d’origine per fatti per i quali era già stato sottoposto a procedimento penale in Italia (associazione a delinquere finalizzata al terrorismo), con conseguente violazione del principio del ne bis in idem. Il Tribunale di Bari ha condiviso questa posizione accordando la protezione umanitaria perché, in caso di ritorno in Patria, il ricorrente correrebbe il rischio di una violazione del principio del ne bis in idem sostanziale. Sulla base poi dei rapporti delle organizzazioni non governative e della giurisprudenza della Corte europea relativa alla situazione di alcuni detenuti in Turchia, il giudice italiano ha concesso il permesso di soggiorni per motivi umanitari.

Scritto in: protezione umanitaria | in data: 25 novembre 2010 |
Parole Chiave: //