Lacune e carenze nella protezione dei minori migranti. Sarà pure vero che i sistemi nazionali sono sotto pressione per gli arrivi massicci di minori non accompagnati che, nel 2016, sono stati il 30% del totale dei richiedenti asilo, ma certo le autorità nazionali sono tenute a proteggere i minori e ad assicurare una rapida identificazione. La Commissione europea prova a fornire nuovi strumenti partendo dall’individuazione di azioni prioritarie e lo fa con l’adozione di una comunicazione (COM(2017)211) diffusa il 12 aprile (412). In primo luogo, Bruxelles chiede un rafforzamento della presenza di personale qualificato per assistere i minori anche prima della determinazione del loro status, migliorando l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria.

Nella comunicazione sono stati individuati alcuni settori prioritari: rapida identificazione e protezione sin dall’arrivo; individuazione negli hotspot di persone incaricate della protezione dei minori; messa a disposizione di condizioni di accoglienza adeguate; accesso all’assistenza legale, a quella sanitaria, al sostegno psicosociale e all’istruzione, prescindendo dallo status. Senza dimenticare l’affidamento o l’assistenza su base familiare e alternative al trattenimento amministrativo. Va poi potenziato il ruolo dei tutori per i minori non accompagnati e vanno diffuse misure di integrazione precoce. Gli Stati membri, inoltre, sono tenuti ad accelerare le procedure di reinsediamento e potenziare i sistemi nazionali per arginare il dramma della tratta di minori. Avendo sempre chiaro l’obiettivo ossia assicurare la piena realizzazione dell’interesse superiore dei minori.

Qui il documento di lavoro della Commissione (SWD)

Scritto in: diritti dei migranti, minori | in data: 19 aprile 2017 |
Parole Chiave: //

Il Segretario generale dell’Onu ha trasmesso all’Assemblea generale il rapporto sullo status della Convenzione di New York  del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176), alla quale continuano a non partecipare gli Stati Uniti (A/71/413, 27 settembre 2016, minori). Ampio spazio ai diritti dei minori migranti con un chiaro monito agli Stati che devono trattare i minori come tali, senza che uno status incida sulla valutazione dei diritti riconosciuti nella Convenzione. Allarme per i minori non accompagnati che – osserva il Segretario generale – hanno diritto a speciali garanzie. Con l’incremento enorme dei flussi migratori, il diritto alla famiglia può essere seriamente compromesso e, quindi, gli Stati parti alla Convenzione sono tenuti a prestare una particolare attenzione per impedire che i minori siano compromessi, ricordando, per di più, che i minori non devono essere destinatari di misure punitive o di detenzione.

Tra le buone prassi, in primo piano la Corte costituzionale spagnola la quale ha stabilito che il minore ha diritto di essere sentito anche per le questioni relative alle procedure di immigrazione e asilo. 

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/piano-strategico-a-tutela-dei-migranti-nella-dichiarazione-di-new-york-approvata-dallonu.html

Scritto in: minori | in data: 14 novembre 2016 |
Parole Chiave: //

“Minori e immigrazione: quali diritti?”: è il titolo di un recente volume curato da Caterina Fratea e Isolde Quadranti, dell’Università di Verona e del Centro di documentazione europea, pubblicato dalle Edizioni Scientifiche Italiane, in libreria da pochi giorni. Un tema di scottante attualità, con la crisi umanitaria dei migranti che coinvolge sempre più spesso minori, di frequente non accompagnati. Il volume, che raccoglie gli atti del Convegno tenutosi nel Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Verona il 23 aprile 2015, è di particolare utilità perché affronta l’emergenza umanitaria e gli obblighi per garantire la protezione dei minori stranieri tenendo conto non solo dei diritti dei minori, ma anche dei doveri che le autorità nazionali hanno in base al diritto internazionale e alle regole dell’Unione europea. Al centro dell’attenzione anche le problematiche internazionalprivatistiche con un esame della tutela accordata ai minori stranieri in base alla Convenzione dell’Aja del 1996, nonché gli aspetti legati ai diritti sociali e al diritto al ricongiungimento familiare.

copertinaQui l’indice completo del volume (Indice)

 

Scritto in: minori | in data: 6 maggio 2016 |
Parole Chiave: //

Gli abusi sessuali nei confronti dei bambini devono essere puniti con severità, anche se compiuti via web. Lo chiede il Comitato delle parti alla Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, nel parere per la lotta al grooming online adottato il 17 giugno (Lanzarote). Il parere serve a completare la lettura dell’articolo 23 della Convenzione di Lanzarote del 25 ottobre 2007, ratificata dall’Italia con legge n. 172 del 1° ottobre 2012, in particolare spingendo gli Stati a prevedere punizioni per coloro che adescano minori online, anche nei casi in cui non si verifichi alcun contatto fisico. L’articolo 23, che si occupa di combattere i casi di adescamento di bambini a scopi sessuali, dispone che gli Stati parti adottino “le necessarie misure legislative o di genere al fine di considerare reato penale il  fatto che un adulto proponga intenzionalmente, per mezzo delle tecnologie di comunicazione e di informazione, un incontro ad un  bambino che non abbia raggiunto l’età del fissata in applicazione dell’articolo  18, paragrafo 2, allo scopo di commettere, in  tale  incontro, un reato stabilito in conformità agli articoli 18, paragrafo 1.a, o 20, paragrafo 1.a, qualora tale proposta sia seguita da atti materiali riconducibili a detto incontro”. La norma, quindi, prevede, come elemento costitutivo del reato, il contatto fisico, condizione che, così, in modo negativo, lascia fuori quei comportamenti di adescamento che costituiscono in ogni caso abusi sessuali pur realizzandosi esclusivamente online, con effetti negativi sul minore. La guida, quindi, fornisce agli Stati elementi utili per rafforzare gli interventi punitivi anche in assenza di contatti fisici.

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/con-la-ratifica-della-convenzione-di-lanzarote-nuove-armi-per-combattere-i-reati-sessuali-contro-i-minori.html

 

Scritto in: diritti dei bambini, minori | in data: 29 giugno 2015 |
Parole Chiave: //

Nel segno della Convenzione di New York  del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176) la Corte di Cassazione, prima sezione civile, con sentenza n. 11687/13 del 15 maggio 2013 (11687), ha annullato la pronuncia dei giudici di appello di Roma che, in un procedimento di revisione delle condizioni di separazione, non avevano ascoltato il minore, affidandosi ai servizi sociali. Per la Suprema Corte, che è stata investita del ricorso da un padre che aveva impugnato la decisione della Corte di appello di Roma soprattutto nella parte in cui i giudici avevano deciso il collocamento presso la madre, prevedendo altresì l’affido condiviso, è stata violata la Convenzione di New York e, in particolare, l’articolo 12 che impone di tenere conto dell’interesse superiore del minore in ogni procedimento dell’autorità giudiziaria e amministrativa che lo riguarda. Questo principio in base al quale il minore deve esprimere liberamente la propria opinione – chiarisce la Suprema Corte – vale anche per i procedimenti che fissano le condizioni di separazione. Solo in casi eccezionali, quindi, e con una dettagliata motivazione è possibile omettere l’audizione che è invece un principio generale da applicare anche per rispettare l’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Scritto in: minori | in data: 9 giugno 2013 |
Parole Chiave: //

Una protezione dei minori a tutto campo. Per arginare i reati sessuali contro minori, incluso il turismo sessuale. Con la legge n. 172 del 1° ottobre 2012 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012;172) l’Italia ha ratificato e dato esecuzione alla Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, modificando alcune norme di diritto penale sostanziale e processuale. Tra le novità più significative l’introduzione del reato di pedofilia e la punizione del turismo sessuale. In materia di giurisdizione, per favorire la vittima, la Convenzione prevede che gli Stati consentano ai minori-vittime,  che hanno la residenza in un altro Stato, di adire le autorità giurisdizionali di detto Stato. Novità anche in materia di estradizione. Il Trattato, infatti dispone che se uno Stato «riceve una richiesta di collaborazione in materia legale o l’estradizione  da una Parte con la quale essa non ha  concluso  un  trattato, essa può considerare la presente Convenzione come fondamento giuridico  per la  mutua  assistenza   giudiziaria   in   materia   penale   o   per l’estradizione  rispetto  ai  reati  stabiliti  in  conformità  alla presente Convenzione».

Per quanto riguarda il coordinamento con i numerosi atti internazionali, la Convenzione di Lanzarote ha cura di garantire la prevalenza della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e del suo Protocollo opzionale sulla vendita dei bambini, la prostituzione minorile e la pedopornografia. Inoltre, è fatta salva la prevalenza delle convenzioni  che contengono norme più protettive per il minore vittima. Per i rapporti con il diritto Ue, come è ovvio, l’articolo 43, par. 3 della Convenzione garantisce tra gli Stati membri dell’Unione europea il primato del diritto comunitario, «senza pregiudizio per l’oggetto e lo scopo della Convenzione e per la sua piena applicazione nei confronti delle altre parti».

Il Trattato, in vigore dal sul piano internazionale dal 1° luglio 2010, è stato ratificato da 23 Stati.

 

Scritto in: minori | in data: 24 ottobre 2012 |