L’Italia non ancora in linea con gli standard internazionali predisposti per la lotta alla corruzione. Dal secondo rapporto sullo stato di attuazione in Italia delle norme sulle fattispecie di reato e sul finanziamento dei partiti, presentato il 2 dicembre dal Gruppo di Stati del Consiglio d’Europa contro la corruzione (GRECO), risulta che delle 16 raccomandazioni già trasmesse al Governo per rimediare alle lacune presenti nell’ordinamento italiano solo 8 sono state rispettate (grecorc3201613_second_italy_en). Così, il GRECO ha dato tempo all’Italia fino al 30 settembre 2017 per raggiungere l’adeguamento completo. Dall’analisi, funzionale a verificare il livello di recepimento delle osservazioni formulate dal GRECO durante il terzo rapporto sulla valutazione del 2012 e il secondo rapporto sull’attuazione delle raccomandazioni del 2014, risulta che sono stati fatti passi avanti sul fronte della lotta alla corruzione attraverso regole più stringenti nel finanziamento dei partiti, ma permangono carenze in particolare per i casi di corruzione di funzionari pubblici di altri Stati, in materia di arbitrato, per il ritardo nella ratifica del Protocollo del 2003 alla Convenzione penale sulla lotta alla corruzione adottata dal Consiglio d’Europa nel 1999 e per la corretta attuazione della decisione quadro 2003/568 che ha oggi una nuova previsione normativa nella legge 170/2016 (legge di delegazione europea 2015). In via generale, come dato positivo, il GRECO segnala il rafforzamento delle sanzioni nei casi di corruzione. Alcune zone d’ombra sono invece presenti nell’art. 346 bis del codice penale sul traffico di influenze illecite. In particolare, il GRECO fa notare che l’articolo 12 della Convenzione del Consiglio di Europa prevede tre situazioni ossia la punizione del fatto di “promettere, offrire o procurare” mentre l’articolo 346 si limita ad indicare solo il dare e il promettere, senza includere l’offerta. Tuttavia, sul punto il GRECO ha verificato che la giurisprudenza ha accolto la nozione ampia di cui all’art. 12 della Convenzione. Permane, però, una non corretta trasposizione con riguardo alla seconda parte dell’articolo 12 che vieta “il fatto di sollecitare, ricevere o accettarne l’offerta o la promessa a titolo di rimunerazione per siffatta influenza, indipendentemente dal fatto che l’influenza sia o meno effettivamente esercitata oppure che la supposta influenza sortisca l’esito ricercato”.

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/il-consiglio-deuropa-chiede-allitalia-di-modificare-il-quadro-normativo-per-rafforzare-la-lotta-alla-corruzione.html

Scritto in: corruzione | in data: 15 dicembre 2016 |
Parole Chiave: //

E’ stato pubblicato il rapporto annuale sull’attività del Gruppo di Stati del Consiglio d’Europa contro la corruzione (GRECO), al quale partecipano i 47 Stati parti al Consiglio d’Europa nonché la Bielorussia e gli Stati Uniti  (Greco(2015)1). Il rapporto, relativo all’attività nel 2014, analizzata l’attività svolta nell’anno passato, mostra particolare attenzione alla piaga della corruzione nello sport, tema al quale è dedicata un’apposita sezione. Tra gli obiettivi per il 2015, l’adesione dell’Unione europea al sistema di valutazione che, malgrado l’attenzione e il richiamo all’attività del Greco da parte della Commissione europea, non si è ancora realizzata. Intanto, però, gli Stati devono fare di più considerando che in alcuni Paesi mancano ancora normative sui conflitti di interesse. Inoltre, la qualità legislativa non è sempre adeguata considerando la complessità di alcune normative nazionali e i continui cambiamenti che mettono a rischio stabilità e chiarezza. Indispensabile, per un’adeguata lotta alla corruzione, che i magistrati inquirenti siano indipendenti dall’esecutivo.

Scritto in: corruzione | in data: 23 giugno 2015 |
Parole Chiave: //

L’Autorità nazionale anticorruzione ha adottato la determina n. 6 contenente le Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (whistleblower). Il testo, adottato il 28 aprile (anticorruzione), dà attuazione ai principi espressi in numerosi atti internazionali, dall’Onu all’OCDE passando per il Consiglio d’Europa, al fine di tutelare coloro che segnalano dall’interno delle pubbliche amministrazioni condotte illecite. Le Linee guida servono a completare quanto previsto nella legge 6 novembre 2012 n. 190 relativa alla prevenzione e alla repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione con la quale era stata fissata una protezione generale e astratta, soprattutto al fine di evitare misure sanzionatorie nei confronti dei whistleblowers. Il provvedimento dell’Autorità nazionale anticorruzione fa un passo avanti per garantire una tutela di ampia portata, individuando le condizioni per la protezione del dipendente pubblico, nonché  il divieto di misure discriminatorie dirette o indirette. La pubblica amministrazione dovrà predisporre un’efficace gestione delle segnalazioni sia sotto il profilo organizzativo sia dal punto di vista tecnologico anche con l’obiettivo di salvaguardare l’anonimato.

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/whistleblowers-il-consiglio-deuropa-chiede-ladozione-di-una-convenzione-internazionale.html

Scritto in: corruzione | in data: 16 maggio 2015 |
Parole Chiave: //

Il regime di prescrizione va modificato perché costituisce una delle cause della mancata punizione effettiva di coloro che commettono il reato di corruzione che divampa in Italia più che nel resto d’Europa. E’ quanto risulta dal primo rapporto sulla lotta alla corruzione nell’Unione europea diffuso oggi dalla Commissione (COM (2014)38 del 3 febbraio 2014 (acr_2014_en), che ha fatto il punto sulla situazione negli Stati membri.

Per quanto riguarda il quadro generale, malgrado l’adozione della decisione quadro 2003/568/Gai del 22 luglio 2003 relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato esistono ancora troppe variabili da Stato a Stato, tant’è che in alcuni Paesi, come l’Italia, la corruzione è una vera e propria emergenza. Mancano poi misure preventive. Da rafforzare, – precisa la Commissione – anche l’adozione di norme etiche, misure di sensibilizzazione, un accesso facilitato alle informazioni di pubblico interesse e normative adeguate sui conflitti di interesse. In troppi casi la lotta alla corruzione è bloccata da indagini lente, dalla mancanza di statistiche, da ostacoli procedurali, comprese le difficoltà relative alla revoca delle immunità parlamentari. I settori più compromessi quello dello sviluppo urbano, dell’edilizia e dell’assistenza sanitaria.

La Commissione europea, oltre al rapporto generale, ha stilato una relazione per ogni paese (qui quello relativo all’Italia 2014_acr_italy_chapter_en 201acr_italy_factsheet_en).

A quest’indirizzo le relazioni relative anche agli altri Stati membri http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/organized-crime-and-human-trafficking/corruption/anti-corruption-report/index_en.htm.

Scritto in: corruzione | in data: 3 febbraio 2014 |

E’ stato divulgato, il 13 giugno, il rapporto annuale sull’attività del GRECO, il Gruppo di Stati del Consiglio d’Europa contro la corruzione (GRECO, Greco(2013)1_Gen.Act.Report2012_EN). Nel rapporto si dà atto del nuovo ciclo di valutazioni avviato nel 2012 per verificare le misure adottate dagli Stati per prevenire e combattere la corruzione tra i membri del Parlamento, tra i giudici e i procuratori. Sinora il monitoraggio ha coinvolto Regno Unito, Polonia, Slovenia, Lettonia ed Estonia. Il GRECO invoca un rafforzamento degli strumenti giuridici, un adeguato sistema di sorveglianza al fine di prevenire i fenomeni corruttivi e chiede l’adozione di un efficace sistema sanzionatorio. Sotto esame anche le questioni legate alle attività di lobby.

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/il-consiglio-deuropa-chiede-allitalia-di-modificare-il-quadro-normativo-per-rafforzare-la-lotta-alla-corruzione.html

Scritto in: corruzione | in data: 22 giugno 2013 |
Parole Chiave: //

A oltre dieci anni dall’entrata in vigore della Convenzione civile sulla corruzione del 4 novembre 1999, in vigore, per altri Stati, dal 2003, l’Italia ha proceduto a ratificare e a dare esecuzione con la legge 28 giugno 2012 n. 112 (LEGGE 28 giugno 2012) alla Convenzione del Consiglio d’Europa senza inserire modifiche o integrazioni. Grazie al Trattato, che entra a pieno titolo nell’ordinamento italiano, si rafforza il quadro delle azioni a tutela delle vittime che possono agire, con maggiori garanzie, per ottenere un risarcimento dei danni causato dalla corruzione. Se il danno è commesso da un funzionario pubblico nell’esercizio delle proprie funzioni sarà lo Stato a doverne rispondere. Effetti anche sui contratti viziati da corruzione: l’articolo 8 della Convenzione impone la nullità di ogni contratto concluso sotto la spinta della corruzione. Per combattere efficacemente i fenomeni corruttivi, agendo dall’interno, è prevista un’ampia tutela per i dipendenti che, sulla base di ragionevoli sospetti, “denunciano fatti di corruzione alle persone o autorità responsabili”. La ratifica potrebbe anche essere l’occasione per un salto di qualità nella cooperazione internazionale tra Stati con strumenti più efficaci in materia di prove acquisite all’estero.

Già operativa in Italia la parte relativa alla compilazione dei bilanci e alla revisione dei conti e il monitoraggio da parte del GRECO (Gruppo di Stati contro la corruzione) che, a marzo 2012, aveva evidenziato molti punti critici sulla lotta alla corruzione in Italia chiedendo l’introduzione del traffico di influenza come reato autonomo rispetto al millantato credito. Una lacuna colmata con la ratifica della Convenzione penale sulla corruzione del 1999 che è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Scritto in: corruzione | in data: 29 luglio 2012 |

Ratifica immediata della Convenzione penale  sulla corruzione adottata dal Consiglio d’Europa (STE 173) e del suo protocollo addizionale (STE 191). Previsione della corruzione nel settore privato come reato e inserimento della fattispecie del traffico di influenza. Sono solo alcuni degli interventi richiesti all’Italia dal Gruppo di Stati del Consiglio d’Europa contro la corruzione (GRECO) al termine della terza fase di valutazione sulla lotta alla corruzione in Italia. Nel rapporto del 23 marzo (GrecoEval3(2011)7_Italy_One_EN) il Greco dà tempo all’Italia  fino al 30 settembre 2013 per mettersi in regola e provare con nuovi strumenti a combattere un fenomeno criminale in continua crescita. Il Consiglio d’Europa chiede proprio una revisione del quadro normativo per colmare nel più breve tempo possibile le lacune che rendono la lotta alla corruzione non efficace. Importante l’introduzione del traffico di influenza che – precisa il GRECO – ha caratteristiche diverse dal millantato credito. Inconcepibile poi prevedere la corruzione passiva senza punire quella attiva e in quest’ottica va modificata la concussione che non può essere invocata come un’esimente per il corruttore.

Carenze anche  nelle disposizioni sulla giurisdizione. In particolare, per il GRECO devono essere modificati gli articoli 9 c.p. (giurisdizione per i reati commessi da cittadini all’estero) e 10 c.p. (giurisdizione per i reati commessi da stranieri all’estero). Per quanto riguarda la prima norma non convince la circostanza che nei casi in cui  il reato sia sanzionabile con la reclusione non inferiore a tre anni, sia necessaria una richiesta del Ministro della giustizia o una querela della parte offesa. Una previsione che rischia di condizionare l’esercizio dell’azione penale a una decisione di stampo politico. Analoghe riflessioni per l’articolo 10 nel caso in cui il reato sia commesso all’estero da un cittadino straniero ai danni dell’Italia o di uno dei suoi cittadini: anche in questo caso la competenza giurisdizionale è attribuita su richiesta del Ministro della giustizia o in presenza di una querela della parte offesa. Nella seconda parte del rapporto ( GrecoEval3(2011)7_Italy_Two_EN) il GRECO chiede una modifica del sistema di finanziamento ai partiti politici.

Scritto in: corruzione | in data: 12 aprile 2012 |
Parole Chiave: //