A Srebrenica è stato genocidio e Radovan Karadzic è uno dei responsabili. 160324_hagueA oltre 20 anni dai fatti, il Tribunale penale internazionale per i crimini commessi nell’ex Iugoslavia, con la sentenza depositata il 23 marzo (il testo completo è reperibile nel sito http://www.icty.org/x/cases/karadzic/tjug/en/160324_judgement.pdf), ha riconosciuto la colpevolezza di Karadzic non solo per genocidio, ma anche per altri 9 capi di imputazione relativi a crimini di guerra e contro l’umanità, incluso l’assedio di oltre 4 anni di Srebrenica e l’utilizzo sistematico di cecchini contro la popolazione assediata e affamata. L’ex leader serbo-bosniaco, allora presidente dell’autoproclamata Repubblica serba di Bosnia (Srpska), ideatore dello sterminio della popolazione bosniaca con l’obiettivo di costruire la “Grande Serbia”, è stato condannato a 40 anni di reclusione anche per la partecipazione nella “Joint Criminal Enterprise” (JCE) per eliminare i bosniaci. Una pena fin troppo mite per i parenti delle vittime tanto più che in altri casi, come quelli Popovic e Beara, il processo per il genocidio a Srebrenica si era chiuso con l’ergastolo (si vedano le sentenze del 10 giugno 2010 e  del 20 gennaio 2015). Nei confronti di Karadzic non è stata riconosciuta la sua responsabilità per il genocidio in altri 7 villaggi bosniaci. Il processo era iniziato in contumacia il 27 giugno 1996: solo dopo 12 anni di latitanza, protetta dalle alte sfere serbe, l’arresto del 21 luglio 2008 e la consegna al Tribunale delle Nazioni Unite. La condanna è senza dubbio – come ha ricordato anche il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon – una data storica per la giustizia penale internazionale e riguarda il più atroce massacro commesso dopo la Seconda guerra mondiale nel cuore dell’Europa, anche se va notato che arriva ad oltre 20 anni dai fatti. Il processo, infatti, è iniziato il 26 ottobre 2009 ed è durato 498 giorni. Ben 586 i testimoni ascoltati durante il procedimento

Ancora in corso il processo a Ratko Mladic, accusato di essere ideatore ed esecutore, con Radovan Karadzic, della strage di Srebrenica. Dall’inizio dell’attività del Tribunale si sono svolti e conclusi 149 procedimenti.

Si veda il post  http://www.marinacastellaneta.it/blog/il-tribunale-penale-internazionale-per-lex-iugoslavia-chiarisce-la-responsabilita-per-aiuto-e-incoraggiamento-alla-commissione-di-crimini-di-guerra.html.

srebrenica

Scritto in: Tribunale per l'ex Iugoslavia | in data: 29 marzo 2016 |
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La Corte di appello del Tribunale penale per l’ex Iugoslavia, con sentenza del 9 dicembre, ha annullato l’assoluzione di Jovica Stanišić e Franko Simatović, chiedendo un nuovo processo per i due imputati, ai vertici dei servizi di sicurezza della Serbia durante l’epoca Milosevic (151209-judgement). Una sentenza di particolare rilievo e salutata con molto favore dalle vittime e dalle organizzazioni non governative perché rimedia a un errore di valutazione dei giudici della Camera di primo grado, contribuendo a fornire un importante chiarimento a vantaggio del diritto internazionale umanitario. I due uomini erano stati assolti il 30 maggio 2013 dall’accusa di aver partecipato alla “Joint Criminal Enterprise” (JCE) che aveva per obiettivo la rimozione forzata e lo sterminio di croati e bosniaci musulmani, nonché dall’accusa di aver aiutato e incoraggiato gli autori materiali dei crimini. Secondo la Trial Chamber non era stato provato che i due uomini avevano dato “specific directions” per la commissione dei crimini. In sostanza, nella visione della Trial Chamber, i crimini erano stati commessi ma la responsabilità non poteva essere addossata ai due imputati perché i due non avevano dato aiuto agli esecutori materiali con un comportamento “specificamente diretto” alla loro commissione, pur essendo ben consapevoli del contributo che davano ad essa. Proprio questo il punto che non ha convinto la Camera di appello, presieduta dal giudice Fausto Pocar, che ha rigettato le posizioni restrittive dei giudici di primo grado che, di fatto, chiedendo la prova dell’esistenza di una direzione specifica di coloro che organizzano o supportano la commissione di crimini, ne impediscono la punizione. Di conseguenza, la Camera di appello ha affermato che “specific direction” non è un elemento necessario, in base al diritto internazionale consuetudinario, per l’attribuzione di responsabilità per aver aiutato e incoraggiato la commissione di crimini. I giudici di appello hanno così annullato la sentenza e chiesto un nuovo processo per tutti i capi di imputazione in base all’articolo 117 delle Regole di procedura del Tribunale.

151215_hagueI due imputati restano detenuti all’Aja in attesa del nuovo processo.

Scritto in: Tribunale per l'ex Iugoslavia | in data: 30 dicembre 2015 |
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Haradinaj, ex comandante del Kosovo Liberation Army (KLA) ed ex  Primo ministro del Kosovo durante l’amministrazione provvisoria deve essere nuovamente processato. Lo ha deciso la Camera d’appello del Tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia il 19 luglio http://www.icty.org/x/cases/haradinaj/acjug/en/100721.pdf che ha ordinato un nuovo processo per il leader kosovaro e altri due membri del KLA. I giudici di appello hanno annullato, in parte, la pronuncia di primo grado del 3 aprile 2008 che aveva assolto gli imputati e hanno chiesto un nuovo processo anche a causa delle intimidazioni compiute nei confronti di alcuni testimoni. I tre sono accusati di aver perseguitato la popolazione civile e di aver costituito una joint criminal enterprise per commettere crimini contro l’umanità e di guerra. L’assoluzione arrivata in primo grado è stata ribaltata dai giudici di appello. Via libera, quindi, a un nuovo processo.

Scritto in: crimini contro l'umanità, crimini di guerra, Tribunale per l'ex Iugoslavia | in data: 21 luglio 2010 |
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Quindici anni. Tanto c’è voluto per avere giustizia, da quel luglio del 1995 quando l’intero mondo ha assistito inerte alla strage nel cuore dell’ex Iugoslavia. Ieri è arrivato il verdetto: a Srebrenica fu genocidio. Le madri coraggio di un’intera generazione di giovani sterminati nei Balcani il 10 giugno hanno ottenuto giustizia: il Tribunale penale per l’ex-Iugoslavia dell’Aja ha condannato all’ergastolo, per genocidio, due fedelissimi di Mladic, Popovic e Beara. Il processo era iniziato il 21 agosto 2006. Gli altri imputati sono stati condannati, a pene minori, per altri crimini, ma non per genocidio. Il Tribunale ha anche accertato che in quella zona hanno agito due Joint criminal enterprises che hanno pianificato l’uccisione di uomini musulmani e disposto la deportazione della popolazione.

http://www.icty.org/x/cases/popovic/tjug/en/100610summary.pdf

Scritto in: Diritto internazionale penale, Tribunale per l'ex Iugoslavia | in data: 11 giugno 2010 |
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