Il Presidente del Consiglio di sicurezza ha adottato un Memorandum sulle questioni relative alla protezione dei civili nei conflitti armati (S/PRST/2014/3 del 12 febbraio 2014, consiglio di sicurezza e conflitti armati). La guida aggiorna il memorandum adottato il 15 marzo 2002 per facilitare il lavoro del Consiglio di sicurezza e delle persone coinvolte nei conflitti armati, incluse le peacekeeping. Il Memorandum è articolato in diverse sezioni relative alla protezione della popolazione, alle questioni relative ai rifugiati e alla punizione dei colpevoli di crimini e costituisce una base per verificare lo stato di attuazione delle regole esistenti e i margini per un miglioramento futuro. Tenendo conto che gli Stati hanno la responsabilità primaria per quanto avviene sul proprio territorio.

Scritto in: conflitti armati | in data: 17 maggio 2014 |
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La Commissione sui diritti dell’uomo del Parlamento europeo, il 3 maggio, ha divulgato uno studio sulle conseguenze sui diritti umani derivanti dall’utilizzo dei droni e dei robot in guerra (droni).

USdroneLo studio, redatto da Nils Melzer, parte dai dati che indicano un impiego sempre più frequente degli aerei senza pilota. Questo comporta la necessità di verificare se il quadro giuridico esistente sul piano internazionale, in particolare con riguardo al diritto internazionale umanitario e ai diritti dell’uomo, sia adeguato ad assicurare il pieno rispetto delle regole nei casi di impiego di droni e robot. Ad avviso dell’autore dello studio l’Unione europea dovrebbe promuovere l’adozione di un accordo internazionale o l’adozione di un codice di condotta per evitare l’impiego massiccio e incontrollato di questi mezzi.

Scritto in: conflitti armati | in data: 28 maggio 2013 |
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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato ricevibile, con decisione del 13 dicembre 2011 (n. 38263/08, http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?action=html&documentId=897303&portal=hbkm&source=externalbydocnumber&table=F69A27FD8FB86142BF01C1166DEA398649), il ricorso presentato dalla Georgia contro la Russia accusata di aver violato diverse disposizioni della Convenzione a causa degli attacchi indiscriminati contro la popolazione civile in due regioni autonome della Georgia (Abkazia e Ossezia del Sud). La Corte ha respinto le eccezioni di Mosca secondo la quale la Convenzione non era applicabile perché era in corso un conflitto armato internazionale che imponeva la valutazione degli episodi secondo il diritto internazionale umanitario e non sulla base della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Per Strasburgo, d’altra parte, né la Georgia, né la Russia hanno chiesto una deroga all’applicazione della Convenzione durante il conflitto. Di conseguenza, i giudici internazionali hanno deciso che la questione dell’applicabilità della Convenzione deve essere decisa durante l’esame del merito del ricorso. Né può essere esclusa la giurisdizione per la circostanza che un procedimento tra i due Paesi pendeva dinanzi alla Corte internazionale di giustizia. Questo non solo perché la Corte internazionale si è già pronunciata dichiarandosi incompetente (sentenza del 1° aprile 2011. Si veda il post del 3 aprile), ma anche perché le condizioni di ricevibilità stabilite dall’articolo 35 della Convenzione europea si riferiscono unicamente ai casi in cui un ricorso sulla stessa questione sia stato già sottoposto da un individuo ad altra istanza internazionale. Respinta anche l’eccezione del previo esaurimento dei ricorsi interni.

Scritto in: CEDU, conflitti armati | in data: 19 dicembre 2011 |
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