Il Comitato sui diritti economici, sociali e culturali ha adottato, il 4 marzo, le osservazioni generali n. 22 sull’articolo 12 del Patto sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 (ratificato dall’Italia con legge 25 ottobre 1977 n. 881), in base al quale gli Stati sono tenuti a riconoscere a ogni individuo le migliori condizioni di salute fisica e mentale. Il testo è incentrato, in particolare, sull’analisi del diritto alla salute sessuale e riproduttiva che resta ancora da raggiungere per milioni di persone, specialmente donne e ragazze (E_C-12_GC_22_7936_E). In troppi luoghi mancano servizi di emergenza ginecologica e di ostetricia, è negato l’aborto, il tasso di mortalità durante la gravidanza è alto. Senza dimenticare la drammatica questione delle mutilazioni genitali e dei matrimoni forzati. Nel documento è richiesto agli Stati di abrogare leggi interne che criminalizzano orientamenti sessuali o impediscono l’accesso ai servizi sanitari. Le autorità nazionali, inoltre, devono adottare disposizioni che consentano un accesso alle informazioni sui servizi, un sistema di educazione non discriminatorio, garantiscano informazioni sulla contraccezione, l’aborto, sulle cure e sui trattamenti per l’infertilità, nonché adeguate notizie sulla prevenzione delle infezioni da HIV.

Scritto in: diritto alla salute | in data: 16 maggio 2016 |
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