Due giorni dedicati ad approfondire la tutela della salute nel contesto internazionale ed europeo. Appuntamento il 9 e il 10 giugno, a Parma (Università degli Studi di Parma, Aula Magna), per discutere del tema nell’ambito del XXI Convegno della Società italiana di diritto internazionale e dell’Unione europea (SIDI). Il Convegno, dal titolo “La tutela della salute nel diritto internazionale ed europeo tra interessi globali e interessi particolari”, partirà il 9 giugno con la prima sessione dedicata alla salute come bene pubblico. Si prosegue venerdì con la seconda sessione sul diritto alla salute, limiti alla discrezionalità dello Stato e giustiziabilità. Segue l’analisi della libertà di commercio, protezione degli investimenti e gestione dei rischi per la salute e si chiude con l’ultima sessione sui danni alla salute con particolare riguardo alla responsabilità dello Stato, delle organizzazioni internazionali e delle imprese.

Qui il programma completo sidi programma (009) (2)

Scritto in: convegni | in data: 26 maggio 2016 |
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E’ stato diffuso il terzo rapporto annuale del Segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, sullo stato dei diritti umani, della democrazia e della rule of law in Europa (report 2016). Un anno difficile, il 2015, tra terrorismo e misure nazionali per combattere gli attacchi terroristici che spesso hanno comportato arretramenti nella democrazia e nelle libertà fondamentali. Il rapporto è articolato in cinque sezioni: la prima dedicata all’imparzialità e all’indipendenza del sistema giudiziario, segue la libertà di espressione, la libertà di riunione e di associazione, i diritti legati alla democrazia (tra gli altri, diritto alle libere elezioni, separazione dei poteri), i diritti legati a una società inclusiva, con particolare riguardo ai migranti. Nell’ottica di tutelare le categorie più vulnerabili, il Segretario generale mette in evidenza la necessità di assicurare l’accesso alla giustizia. Grande preoccupazione per la libertà di stampa a causa dell’incremento dei casi di sorveglianza a danno dei reporter e di violazione del diritto dei giornalisti alla segretezza delle fonti. Dalla piattaforma sulla protezione dei giornalisti (qui il sito http://www.coe.int/en/web/media-freedom/) risulta che la situazione è peggiorata in ben 27 Stati del Consiglio d’Europa, con 160 casi di allerta da aprile 2015 ad oggi di cui ben 101 a livello 1 (il più grave).

Scritto in: Consiglio d'europa | in data: 25 maggio 2016 |
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Parte dal 1° giugno la nuova edizione del corso di Alta formazione in Europrogettazione (edizione 2016) organizzato dalla Scuola di aggiornamento della Fondazione della Scuola Forense Barese diretta dall’avvocato Lorenzo Minunno. Il corso, che offre ai professionisti la possibilità di acquisire nuove conoscenze per sfruttare al meglio le potenzialità dei fondi Ue, permetterà di imparare a progettare e cogliere le opportunità di finanziamento che arrivano da Bruxelles soprattutto attraverso il programma di stanziamento fondi deciso dalla Commissione europea per il settennato 2014-2020. Il corso inizierà il 1° giugno alle 16.00 e terminerà il 6 luglio, con cadenza settimanale. Due le sessioni che si terranno presso la Sala biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bari: una teorica generale con un’analisi dei subprogetti di finanziamento e una pratica con un laboratorio di progettazione organizzato con l’ausilio di Eurolabor. Le lezioni, tutte dal taglio pratico, termineranno con la redazione di un progetto che sarà poi valutato da un esperto indipendente. Al termine del corso è previsto un viaggio a Bruxelles presso le istituzioni Ue.

Si parte mercoledì 1° giugno alle 16.00 con la lezione del dott. Giampaolo Peccolo, Direttore del centro di formazione in Europrogettazione, Venice International University.

Il costo dell’intero corso è di 180 euro (è anche possibile l’iscrizione a singole lezioni), con sconti per gli allievi della scuola di formazione della Fondazione Scuola forense barese, soci eu-lab.org, AIGA, UDAI, Unione giovani commercialisti e revisori contabili di Bari e Trani. L’Ordine degli avvocati riconosce altresì 15 CFU.

Qui il programma completo del corso, con le modalità di iscrizione (programma)

Scritto in: corsi | in data: 25 maggio 2016 |
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Sul segreto bancario prevalgono le esigenze legate ai controlli fiscali. E’ la Corte di giustizia dell’Unione europea a stabilirlo con la sentenza del 14 aprile (causa C-522/14, Sparkasse C-522:14), su rinvio pregiudiziale della Corte federale tributaria tedesca. Per Lussemburgo, è compatibile con il diritto Ue e, in particolare, con l’articolo 49 che garantisce la libertà di stabilimento, la legislazione nazionale che impone agli enti creditizi con sede sociale in uno Stato di dichiarare gli attivi depositati o gestiti in succursali non indipendenti stabilite in un altro Stato membro nei casi di morte del titolare e apertura della successione nel primo Stato. La controversia nazionale riguardava un ente creditizio operativo in base a un’autorizzazione delle autorità tedesche competenti al quale l’amministrazione tributaria aveva chiesto la trasmissione delle informazioni di alcuni clienti della succursale in Austria, residenti in Germania al momento del decesso. L’ente creditizio aveva presentato un reclamo contro questa decisione, ma tutte le azioni erano state respinte. La Corte di giustizia ammette che una norma interna che impone il trasferimento di informazioni può disincentivare un ente creditizio stabilito nello Stato ad aprire succursali in un altro Stato, ma un simile obbligo non è qualificabile come una restrizione alla libertà di stabilimento. Necessario, però, che le operazioni richieste relative alle succursali non siano discriminatorie “rispetto alle operazioni realizzate dalle loro succursali nazionali”.

Scritto in: Corte di giustizia Ue | in data: 24 maggio 2016 |
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La riforma per la protezione dati sbarca sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Sono stati pubblicati i tre tasselli che costituiscono il nuovo quadro sulla protezione dei dati che tiene conto delle più significative pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea, assicurando, almeno nelle intenzioni, un maggiore controllo dei dati, modificando la direttiva 95/46. Si tratta, in particolare, del regolamento 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (2016:679), applicabile dal 25 maggio 2018; della direttiva 2016/680 relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (2016:680), da attuare, sul piano interno, entro il 6 maggio 2018 e della direttiva 2016/681 sull’uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) a fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi (2016:681), da recepire entro il 25 maggio 2018.

infographicPer quanto riguarda il regolamento, l’Unione si prefigge di garantire, a ogni individuo, un accesso facilitato ai propri dati, un iter più semplice per la portabilità dei dati, la cancellazione, la rettifica e l’esercizio del diritto all’oblio, codificato all’articolo 17. Vantaggi anche per le aziende che potranno avvalersi di uno sportello unico: in pratica, una società con controllate in diversi Stati membri dovrà interagire solo con l’autorità preposta alla protezione dati nello Stato membro in cui ha lo stabilimento principale.

 

 

Scritto in: protezione dati | in data: 23 maggio 2016 |
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Se la pena accessoria, in un caso di sottrazione internazionale di minori, è sospesa non è possibile sollevare una questione di legittimità costituzionale con riguardo all’assenza di un mancato riesame del provvedimento che impedisce l’esercizio della responsabilità genitoriale alla persona condannata per sottrazione. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sesta sezione penale, con la sentenza n. 17679/16 depositata il 28 aprile (17679). La Suprema Corte ha respinto il ricorso di una donna, cittadina tedesca, condannata dal Tribunale di Trento per sottrazione internazionale di minore. La donna era rientrata in Germania con la figlia, con conseguente lesione dei diritti del padre. La Cassazione ha confermato il giudizio dei giudici di merito che avevano escluso un pericolo per la minore idoneo a giustificare un allontanamento della bimba. La Cassazione, inoltre, ha ritenuto inammissibile la questione di legittimità costituzionale, pur considerandola di particolare interesse, relativa alla pena accessoria della sospensione della potestà genitoriale, ritenuta dalla ricorrente in contrasto con la Convenzione di New York del 20 novembre 1989 sulla tutela del fanciullo e con l’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea nella parte in cui gli articoli 574-bis e 34 del codice penale consentono una pena accessoria per una durata predeterminata. La Cassazione ha escluso la questione perché la donna gode del beneficio della sospensione della pena accessoria e, quindi, la questione di legittimità costituzionale si potrebbe porre solo se, in futuro, venisse revocata la sospensione.

Scritto in: sottrazione internazionale di minori | in data: 22 maggio 2016 |
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conferenza.def 24 maggio

 

Scritto in: convegni | in data: 20 maggio 2016 |

Una guida preziosa per approfondire aspetti cruciali della cooperazione giudiziaria civile Ue. E’ in libreria, da pochi giorni, il volume di Sergio Maria Carbone e Chiara Tuo, “Il nuovo spazio giudiziario europeo in materia civile e commerciale. Il regolamento n. 1215/2012″, edito da Giappichelli (settima edizione). Il regolamento – osservano gli Autori – riconsidera in modo innovativo i principi alla base del sistema processuale civile e commerciale proprio delle regole adottate in ambito Ue, tanto da poter essere considerata una vera e propria “rifondazione del sistema normativo cd. Bruxelles I”.  Il volume analizza il nuovo regolamento sulla competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale che ha sostituito il n. Immagine acquisita44/2001, tenendo conto della copiosa e fondamentale prassi giurisprudenziale della Corte di giustizia dell’Unione europea. Spazio anche alla giurisprudenza nazionale. Sei i capitoli del libro che coprono tutti gli aspetti della nuova disciplina, dall’analisi della disciplina dello spazio giudiziario europeo ai criteri di competenza giurisdizionale con riguardo al foro generale, a quelli speciali, ai fori connessi alle controversie riguardanti i contraenti deboli, ai fori esclusivi e quelli delle misure cautelari. Chiude il volume il capitolo dedicato alla libera circolazione dei provvedimenti giurisdizionali nello spazio giudiziario europeo, con particolare attenzione all’abolizione dell’exequatur e al funzionamento del limite dell’ordine pubblico.

Qui l’indice completo del libro Indice

Scritto in: cooperazione giudiziaria civile | in data: 20 maggio 2016 |
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Al via la call for papers sul tema “La riforma delle regole processuali del giudice dell’Unione europea”. C’è tempo fino al 10 agosto per inviare un sintetico elaborato in vista del Convegno del 16 dicembre 2016 organizzato dal Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale – sezione di diritto internazionale e dell’Unione europea, Cattedre di diritto dell’Unione europea, Università di Milano. Il sistema giurisdizionale dell’Unione europea ha migliorato il livello nell’affermazione dei diritti garantiti dal Trattato Ue e, in questa direzione, la conferenza che si terrà a Milano su “La riforma delle regole processuali del giudice dell’Unione europea” si propone di riflettere sul futuro dell’architettura giurisdizionale dell’Unione (call for papers IT). Diversi i settori nei quali è possibile presentare un elaborato, con la possibilità di spaziare ad altri argomenti: “La lingua del processo dinanzi alla Corte di giustizia”; “Le nuove regole della fase orale”; “Il ruolo delle parti diverse da quelle principali nel processo davanti al giudice dell’Unione”; “Le diverse modalità di trattamento delle cause in funzione del rispetto della durata ragionevole del processo”; “La riservatezza del processo dinanzi al tribunale”; “La disciplina del contenzioso in materia di proprietà intellettuale”. Il contributo, di circa 1.500 parole, in italiano, inglese o francese dovrà essere inviato, accompagnato da un curriculum, entro il 10 agosto 2016 al seguente indirizzo mail processoUe.convegnounimi@eurojus.it. Entro il 30 agosto saranno comunicati gli esiti ed entro il 7 novembre dovrà essere inviato il paper finale per la conferenza del 16 dicembre. I candidati selezionati otterranno un rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.

Qui il comunicato completo call for papers IT.

Scritto in: convegni | in data: 19 maggio 2016 |
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Nell’Europa ex culla della civiltà, continuano le minacce, le intimidazioni ai giornalisti e le limitazioni alla libertà di stampa. Con gravi danni per la democrazia. E’ il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa a scriverlo e ad adottare le linee guida che gli Stati dovrebbero seguire anche per rispettare l’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che assicura la libertà di espressione e le sentenze della Corte di Strasburgo. Nella raccomandazione divulgata il 13 aprile (CM/Rec(2016)4 protezione giornalisti), il Comitato individua alcuni pilastri considerati indispensabili per garantire la libertà di stampa. Dalle misure preventive, alla protezione effettiva dei giornalisti che non devono subire attacchi, finanche giudiziari e la lotta contro l’impunità verso coloro che sferrano attacchi ai reporter. Agli Stati, il Comitato chiede l’adozione di misure positive e, quindi, azioni concrete. Tra le altre, l’adozione di leggi interne che favoriscano l’accesso alle informazioni e un pluralismo effettivo. Indispensabile, poi, l’abolizione del carcere nei casi di diffamazione, ammissibile solo nelle ipotesi di incitamento alla violenza. Il Comitato riconosce che l’attività giurisdizionale è competenza degli Stati, ma chiede l’adozione di misure volte a impedire attacchi giudiziari che producono un chilling effect sulla libertà di stampa, nonché la messa al bando di sanzioni sproporzionate e di misure giudiziarie e amministrative volte a ostacolare l’esercizio dell’attività dei giornalisti.

Qui le statistiche di reporters without borders https://rsf.org/en/news/2016-world-press-freedom-index-leaders-paranoid-about-journalists.

Scritto in: libertà di stampa | in data: 19 maggio 2016 |
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