Solo 11 giudici per 100mila abitanti, con un dato identico a quello del 2010. E’ l’Italia in fondo alla classifica per numero di giudici per abitante, a fronte del Lussemburgo che ne conta 46. Boom di avvocati, invece, per l’Italia con 391 legali per 100mila abitanti, superata solo dal Lussemburgo a quota 413. E’ quanto risulta dal Quadro di valutazione della giustizia 2017 (Scoreboard2017-Report) pubblicato il 10 aprile dalla Commissione europea che, per la prima volta, introduce anche un nuovo dato relativo alla durata dei procedimenti penali per i reati connessi al riciclaggio di denaro. Ancora una volta, l’Italia che conquista la maglia nera per i tempi di soluzione dei procedimenti in materia civile e commerciale in primo grado, con riferimento ai dati 2015 (Quantitativedatafromthe2017EUJusticeScoreboard), con una media di 527 giorni. Un dato migliore rispetto al 2014, ma peggiorato rispetto al 2010 (493 giorni). Segue Malta con 445 giorni. Fa meglio di tutti il Lussemburgo con 86 giorni. Alcuni Paesi come Cipro, Bulgaria, Irlanda e Regno Unito non hanno fornito dati per il 2015. Nel campo dei procedimenti amministrativi Cipro ha il dato più negativo con 1.391 giorni (migliorando però la situazione rispetto al 2014, con 1.775). L’Italia è al secondo posto con 1.008 giorni, peggiorando la situazione del 2014 (984 giorni). Sul fronte delle controversie in materia di concorrenza è la Repubblica ceca ad avere i procedimenti più lunghi con la cifra record di 2.091 giorni in primo grado, seguita dalla Germania (1.187) e dalla Grecia (495). Qui invece l’Italia ha una buona performance con 200 giorni, con un netto miglioramento rispetto al 2013 (281). Tra le novità del quadro di valutazione 2017, l’introduzione di un dato sulla facilità di accesso alla giustizia da parte dei consumatori che si traduce in una azionabilità dei diritti in modo effettivo. Le regole comuni, adottate a livello Ue, ricevono un’applicazione differenziata con problemi circa la possibilità di far valere in giudizio i diritti dei consumatori. “Il quadro di valutazione – osserva la Commissione europea – evidenzia che in questo settore la durata dei procedimenti in sede amministrativa o giurisdizionale varia notevolmente a seconda del Paese”. Con alcuni Stati che hanno spostato la soluzione delle controversie dinanzi ad autorità nazionali per la tutela dei consumatori. Dai dati raccolti dalla Commissione e dal Network sulla protezione dei consumatori è la Francia a impiegare più tempo nei procedimenti in primo grado (820 giorni), seguita dalla Polonia (741) e dall’Italia (685). La situazione migliore in Estonia con 91 giorni. La Commissione ha poi testato la durata dei procedimenti in materia di riciclaggio: i tempi più lunghi in primo grado sono quelli dell’Ungheria (1.112), seguita dalla Lettonia (775) e dall’Italia con 659 giorni.

Scritto in: giustizia | in data: 17 aprile 2017 |
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La Commissione europea ha presentato, il 9 marzo, il nuovo quadro di valutazione UE della giustizia per promuovere la qualità, l’indipendenza e l’efficienza dei sistemi giudiziari nell’Unione (justice_scoreboard_2015_en). Un’analisi che, seppure utile per individuare i trends nei diversi Stati Ue nel funzionamento della giustizia, non convince del tutto considerando che alcuni Stati non hanno fornito dati e che le statistiche costruite dalla Commissione in taluni casi riprendono il rapporto del CEPEJ (Commissione europea per l’efficienza della giustizia, del Consiglio d’Europa), in altri casi i dati di Eurostat e in altri ancora quelli del World Economic Forum. Il quadro della lunghezza dei processi in materia civile e commerciale è allarmante in Italia che è al terz’ultimo posto. Peggio dell’Italia fanno solo Malta e Cipro. Sulla base, poi, di uno studio del World Ecomic Forum l’Italia si trova nella parte bassa della classifica riguardo alla percezione dei cittadini in ordine all’indipendenza dei giudici, con un peggioramento nel biennio 2013-2014 (3,5) rispetto al 2010-2012 (3,8). La Finlandia conquista il podio con un indice del 6,5.

Lo studio contiene dati interessanti sulle decisioni delle autorità nazionali antitrust chiamate ad applicare gli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, con l’Italia che vede un miglioramento nei tempi di decisione nel 2013 rispetto al 2012. Dai dati Eurostat risulta, poi, un taglio di budget non solo rispetto al 2011 ma anche al 2010.

Tra i dati positivi comuni agli Stati membri, quelli relativi al potenziamento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei tribunali, anche se sussistono ancora carenze in alcuni Stati. Per quanto riguarda la presenza delle donne, “maggiore è il grado del giudizio, – scrive la Commissione – minore è la percentuale dei giudici donna”.

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/da-bruxelles-scoreboard-2014-sulla-giustizia-molti-dati-pero-risalgono-al-2012.html.

Scritto in: giustizia | in data: 22 marzo 2015 |
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