Consiglio d’Europa: l’Italia deve modificare il testo sulla tortura

Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Nils Muižnieks prova a fermare un mostro giuridico, ossia il disegno di legge italiano sul crimine di tortura che, in pratica, seppure con parole diverse rispetto ai passati tentativi, lega la commissione del crimine di tortura alla reiterazione di condotte dello stesso genere. E’ arrivata ieri sul tavolo, tra gli altri, del Presidente del Senato e della Camera, la lettera (1680727baf) con la quale il Commissario lancia l’allarme sulla profonda distanza tra il testo in approvazione in Italia e altri atti internazionali come la Convenzione contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti adottata a New York il 10 dicembre 1984. Una situazione che se diventasse definitiva potrebbe aprire la strada all’impunità degli autori. Certo, l’inserimento del reato di tortura nel codice penale italiano è un fatto positivo che arriva, però, con un gravissimo ritardo visto che l’Italia ha ratificato la Convenzione Onu nel 1988 con la legge n. 489, ma il disegno di legge n. 2168-B, approvato dal Senato il 17 maggio (2168), presenta troppe criticità. Prima di tutto è allarmante la scelta di configurare la tortura solo nei casi di più condotte di violenza, nonché la restrizione della tortura psicologica ai soli casi in cui il trauma sia verificabile. Desta allarme anche la definizione ampia di tortura  che – scrive il Commissario per i diritti umani – comprende anche gli atti commessi da privati e questo può portare a un indebolimento “della protezione contro la tortura commessa da funzionari dello Stato data la particolare gravità di questa violazione dei diritti umani”. Difficile che la lettera, inviata anche ai presidenti delle commissioni giustizia, Donatella Ferranti e Nico D’Ascola e a Luigi Manconi presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, sortisca molti effetti. Va detto, tra l’altro, che le pene sono lievi, da 4 a 10 anni se il fatto è commesso mediante più condotte o se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Intanto domani sarà depositata la sentenza relativa agli episodi del G8 di Genova, con particolare riguardo a quanto avvenuto nella scuola Diaz.

Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/litalia-condannata-per-gli-atti-di-tortura-alla-caserma-diaz-per-strasburgo-la-legislazione-italiana-e-inadeguata.html

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