Confisca da rafforzare anche se i beni sono trasferiti al di fuori dell’Unione europea

Passi avanti per le modifiche al quadro Ue sulla confisca. Il Parlamento europeo, nel corso della sessione plenaria, ha approvato il 25 febbraio (confisca), con taluni emendamenti, la proposta della Commissione europea relativa al congelamento e alla confisca dei proventi di reato nell’Unione europea, che andrà a modificare la decisione quadro 2005/212/Gai del 24 febbraio 2005 sulla confisca di beni, strumenti e proventi di reato e la decisione quadro 2006/783/Gai del 6 ottobre 2006 relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca. Nella risoluzione, approvata con 631 voti favorevoli, 19 contrari e 25 astensioni, il Parlamento sottolinea la necessità di assicurare anche la confisca di beni non legati a un crimine specifico, ma che risultano da altre attività criminali. Centrale, nel nuovo quadro, interventi volti a facilitare la confisca anche se i beni sono stati trasferiti in Stati terzi. Gli eurodeputati hanno sottolineato che meno dell’1% dei proventi di reati come traffico di droga, tratta di esseri umani, contraffazione, traffico e contrabbando di armi, sono sottoposti a confisca e, in ragione di questi scarsi risultati, i parlamentari puntano alla possibilità di prevedere la confisca anche attraverso procedimenti in contumacia. Riguardo ai proventi acquisiti da terzi è stato stabilito che la confisca sarà possibile “solo se il terzo sapeva o avrebbe dovuto sapere che il bene era stato trasferito per evitare la confisca o se era stato ceduto a titolo gratuito o in cambio di un importo notevolmente inferiore al suo valore di mercato”. Gli Stati, poi, dovranno adottare e rafforzare le misure funzionali ad assicurare che i beni confiscati siano utilizzati per motivi di interesse pubblico e per finalità sociali.

 

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